Image

Il dibattito sulla cosiddetta “malamovida”, che negli ultimi giorni ha riacceso gli animi creando una contrapposizione netta – e spesso sterile – tra residenti e imprese, torna al centro dell’attenzione cittadina.

Un confronto che, come sottolinea Confesercenti‑Casaimpresa Taranto, non può più essere affrontato con slogan o irrigidimenti, ma richiede una riflessione seria, equilibrata e fondata su dati reali.
«Il problema esiste – afferma la presidente Francesca Intermite –. Esiste per i cittadini che vivono nelle zone interessate, ma esiste anche per gli ospiti delle strutture ricettive che, dopo giornate intense tra visite ed escursioni, chiedono semplicemente di poter riposare». Una difficoltà che, se non gestita, rischia di ripercuotersi sulla percezione complessiva della qualità dell’accoglienza, incidendo sulla reputazione della città.
Ma Intermite invita a non cadere nella trappola della contrapposizione frontale: «Come spesso accade, è indispensabile contemperare le diverse esigenze. Se la richiesta di maggiore tranquillità nelle ore notturne è sacrosanta, è altrettanto importante considerare le ragioni dei titolari di esercizi commerciali, che si trovano a dover giustificare anche comportamenti che non dipendono direttamente dalla loro attività».
Il settore del commercio, della ristorazione e dei pubblici esercizi, ricorda Confesercenti, rappresenta un pilastro dell’economia cittadina. Tuttavia, lo sviluppo economico non può prescindere dal rispetto delle regole e dalla tutela dei residenti. Intermite richiama l’attenzione sulla normativa nazionale e regionale in materia di inquinamento acustico – dalla legge quadro 447/1995 al DPCM del 14 novembre 1997, fino alla legislazione pugliese – e sul ruolo dei Comuni, ai quali il Testo Unico degli Enti Locali attribuisce poteri specifici per garantire la vivibilità urbana.
«La giurisprudenza – aggiunge – ci ricorda costantemente che ogni intervento deve basarsi su dati oggettivi, su istruttorie tecniche adeguate e sul rispetto dei principi di proporzionalità e non discriminazione». Da qui l’invito a evitare misure generalizzate, spesso inefficaci e punitive, e a preferire soluzioni calibrate sulla realtà dei luoghi.
Confesercenti propone un approccio fondato sulla condivisione tra istituzioni, operatori e cittadini, e soprattutto sul buonsenso. «Servono strumenti efficaci – spiega Intermite – come protocolli d’intesa, già sperimentati in passato dal Comune di Taranto, che promuovano una gestione più responsabile delle attività e della vita notturna. Occorre rafforzare i controlli, ma anche costruire percorsi condivisi».
Uno sguardo alle esperienze europee aiuta a comprendere che la movida non è un problema in sé, ma un fenomeno da governare. «Amsterdam ha introdotto una figura di coordinamento dedicata, Berlino ha individuato aree specifiche accompagnate da strumenti di mediazione, Barcellona ha lavorato su una distribuzione più equilibrata delle attività. Modelli diversi, con un elemento comune: regole chiare, responsabilità condivise e capacità di tenere insieme economia e qualità della vita».
È questa, secondo Intermite, la direzione che Taranto deve intraprendere. «Confesercenti Taranto conferma la propria piena disponibilità a collaborare con l’Amministrazione comunale, con le istituzioni e con le rappresentanze dei cittadini per costruire un modello di gestione della vita notturna che sia rispettoso delle diverse e legittime richieste, in un indispensabile gioco di equilibri».
Un equilibrio che, oggi più che mai, appare l’unica strada possibile per una città che vuole crescere senza rinunciare alla propria vivibilità.

Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
STONEG S.R.L.
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Franky
MtService
CM-TS S.R.L.
Gruppo Jolly
BUILD ENGINEERING
Flaminia
Flaminia
Flaminia
Flaminia