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È stata una mattinata densa di contenuti e di prospettive quella che si è svolta oggi, lunedì 4 maggio, nella sala conferenze della Biblioteca Acclavio, dove amministratori, tecnici e rappresentanti istituzionali hanno illustrato il VI Piano Regionale delle Politiche Sociali 2026–2028 della Regione Puglia e le nuove misure di sostegno, tra cui il microcredito sociale.

Un appuntamento che ha messo al centro il tema delle fragilità crescenti e della necessità di costruire risposte più vicine alle persone, in un territorio – come Taranto – che più di altri vive l’urgenza di una transizione sociale oltre che economica e ambientale. All’incontro sono intervenuti l’assessore regionale e vicepresidente della Regione Puglia Cristian Casili, la dirigente regionale del Welfare, l’assessora comunale alle Politiche sociali Sabrina Lincesso, la consigliera regionale M5S Annagrazia Angolano e il vicepresidente nazionale M5S, senatore Mario Turco. 
L’assessore regionale e vicepresidente della Regione Puglia, Cristian Casili, ha definito il nuovo piano «una giornata importante perché i servizi sociali divengono sempre più strategici in un periodo di difficoltà economiche per la popolazione». Casili ha ricordato che il Piano 2026–2028 «cuba un miliardo e 100 milioni di euro, risorse importanti per rispondere a fabbisogni crescenti». Tra le priorità, ha citato l’invecchiamento attivo, le fragilità economiche, la violenza di genere, la dispersione educativa: «Interveniamo in modo robusto sulle prese in carico delle fragilità, che purtroppo sono in aumento. Abbiamo irrobustito i centri antiviolenza e tutte le politiche in difesa dei diritti».
L’assessore ha spiegato che il piano si articola in dieci aree tematiche che «tocchiamo tutte: non autosufficienze gravi, invecchiamento attivo, povertà educative, violenza di genere, dispersione scolastica». Una distribuzione delle risorse definita «omogenea», costruita sulla base degli impatti sociali misurati provincia per provincia: «Questo piano si basa su un valore scientifico, quello dell’impatto sociale. Ogni intervento è stato calibrato sui bisogni reali dei territori, grazie ai dati restituiti dagli ambiti». Casili ha sottolineato anche il ruolo del terzo settore, «molto maturo in Puglia», e la partecipazione diffusa che ha accompagnato la costruzione del piano: «Hanno partecipato tutti: ambiti, enti del terzo settore, associazioni, comuni. Questo ci ha permesso di calibrare bene gli interventi e di aumentare punti di accesso e prese in carico, come richiesto a gran voce».
Un passaggio specifico è stato dedicato a Taranto, che avrà risorse aggiuntive: «Pensiamo al Just Transition Fund: abbiamo 20 milioni di euro in più per il welfare. Le misure sono calibrate su un territorio che sconta problemi sanitari, ambientali e dispersioni importanti, sia lavorative che scolastiche. Gli interventi servono a entrare nelle famiglie, emanciparle dal punto di vista scolastico e digitale, e sostenere percorsi di autonomia lavorativa».
Accanto alla presentazione del piano, si è parlato anche del microcredito sociale, una misura sperimentale rivolta ai cittadini in temporanea difficoltà economica. L’assessora comunale alle Politiche sociali, Sabrina Lincesso, ha spiegato che «i bisogni non solo sono aumentati, ma sono cambiati. Sono cambiati anche i nostri destinatari». Lincesso ha sottolineato che questa misura «è destinata a una fascia di popolazione che quando si interfaccia con noi non riesce a trovare risposta: famiglie monoreddito che hanno difficoltà con le cure sanitarie, con la formazione dei figli, con i pagamenti dei fitti».
Per l’assessora, il microcredito rappresenta un cambio di paradigma: «Finalmente non si lavora più solo sull’emergenza o sull’assistenza, ma si cerca di prevenire. Intervengo prima che il disagio esploda, prima degli sgomberi, prima che le famiglie non riescano più a sostenere i figli negli studi o nelle cure». Lincesso ha ricordato che la misura prevede un tetto massimo di 10.000 euro e che «abbiamo messo a disposizione i nostri facilitatori digitali negli sportelli per aiutare nella compilazione della domanda, insieme ai patronati».
La consigliera regionale del M5S, Annagrazia Angolano, ha evidenziato il valore simbolico della scelta di partire da Taranto per il tour informativo regionale: «Lancia un messaggio preciso: l’attenzione verso la nostra città. Taranto rappresenta una sfida dura, faticosa ma nobilissima». Per Angolano, oggi non basta più parlare solo di transizione ecologica: «Abbiamo bisogno di una vera transizione sociale». Il piano, ha spiegato, «non guarda soltanto alla povertà assoluta, ma anche ai bisogni temporanei dei cittadini. È un passo avanti verso una politica di prossimità».
La consigliera ha ricordato le tre chiavi di lettura del piano: «Contrasto alla povertà, attenzione alla famiglia e un grande lavoro operativo sull’inclusione». Un piano che parte «dall’ascolto del territorio, perché una comunità si misura dall’attenzione che riserva agli ultimi».
A chiudere gli interventi è stato il vicepresidente nazionale del M5S, senatore Mario Turco, che ha allargato lo sguardo alle fragilità che attraversano il Paese: «Non sono solo sociali, ma riguardano anche povertà lavorativa, precarietà, diseguaglianze territoriali e il problema demografico». Per Turco, un vero piano sociale «deve considerare tutte queste criticità in maniera integrata. Se non lo facessimo, risolveremmo solo in modo frammentario uno dei problemi».

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