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Foto Studio R. Ingenito

Taranto torna a essere il luogo in cui il futuro prende forma. La quarta edizione del TEF – Taranto Eco Forum si presenta come uno dei momenti più significativi dell’anno per comprendere come la città stia trasformando la propria identità, passando da territorio di sacrificio a laboratorio nazionale di innovazione, sostenibilità e transizione energetica.

Un appuntamento che, ancora una volta, riunisce istituzioni, ricerca, imprese e comunità in un dialogo che non è mai astratto, ma profondamente radicato nella realtà e nelle sfide del territorio.
L’ammiraglio di divisione Andrea Petroni, comandante del Comando Marittimo Sud della Marina Militare, ha ricordato come il Forum rappresenti «un luogo di confronto essenziale su temi che oggi definiscono il futuro delle comunità e dei territori: tutela dell’ambiente, innovazione, sviluppo sostenibile e transizione energetica». Ha sottolineato che questi temi riguardano da vicino anche la Marina, impegnata nella promozione di una blue economy capace di valorizzare in modo sostenibile le risorse del mare, elemento identitario per Taranto. «Il progresso non può prescindere dalla tutela del bene comune», ha affermato, evidenziando l’importanza di una rete ampia e competente che condivida esperienze e visioni.
Il sindaco Piero Bitetti ha parlato con forza della “nuova Taranto” che si sta costruendo giorno dopo giorno insieme a istituzioni, università, Marina Militare, Arpa, Asl e grandi player industriali. Ha ricordato come realtà come Eni abbiano cambiato approccio, diventando più trasparenti e comunicative, contribuendo a creare un clima di collaborazione che permette di affrontare con maggiore efficacia temi complessi come la transizione energetica e la rigenerazione urbana. «Taranto deve diventare terra di occasioni, non più terra di sacrificio», ha detto, ribadendo l’obiettivo di trasformare la città in un hub energetico legato alle economie alternative. Ha parlato dei cantieri in corso, dei disagi temporanei e della prospettiva di una città che, entro pochi mesi, «sarà una bella cartolina», ma ha anche ricordato che lo sviluppo economico resta essenziale: «Non può essere una città dove si muore di fame. Dobbiamo creare condizioni che riportino il sorriso sui volti dei cittadini». Da qui il sostegno convinto al TEF, definito «il momento della svolta».
Il direttore del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, Paolo Pardolesi, ha evidenziato il ruolo dell’ateneo come partner attivo del Forum, non solo con la propria struttura ma con l’expertise dei docenti coinvolti nei tavoli tematici. Ha raccontato l’entusiasmo dei colleghi, tanto da rendere necessario creare un tavolo dedicato al rapporto tra innovazione sostenibile, tutela ambientale, energia, mobilità, digitalizzazione e sport. Un focus particolare sarà dedicato all’intelligenza artificiale, tema che Pardolesi ha voluto contestualizzare con chiarezza: «Se ne parla spesso male e con poca conoscenza. L’intelligenza artificiale è già parte del nostro modo di vivere e lavorare. Il punto non è temere scenari apocalittici, ma capire se saremo in grado di governarla». Ha ricordato come l’IA possa rivoluzionare la pubblica amministrazione, la sanità, i processi decisionali e la gestione dei servizi, diventando «un valore aggiunto capace di migliorare la vita delle persone, come accadde con l’avvento del personal computer e di Internet».
Dal mondo industriale è arrivato il contributo di Enrico Amendola, manager di Eni Industrial Evolution, che ha ribadito la continuità dell’impegno dell’azienda verso il territorio. «Accogliamo con favore il TEF, condividendone profondamente i valori fondanti e la vocazione al territorio», ha dichiarato. Ha ricordato come la visione di Eni risalga a oltre dieci anni fa, con l’avvio di un percorso di trasformazione industriale orientato alla decarbonizzazione e all’innovazione tecnologica. Questo percorso ha portato alla nascita di Eni Industrial Evolution, società dedicata all’evoluzione industriale e alla transizione energetica. «L’obiettivo è contribuire alla transizione del Paese valorizzando competenze e peculiarità dei territori», ha spiegato, citando la raffineria di Taranto come esempio concreto di un modello virtuoso che genera ricadute positive per tutti gli stakeholder. «La collaborazione tra istituzioni, imprese e ricerca è imprescindibile per costruire un futuro energetico più equo, sostenibile e resiliente».
A questo quadro si è aggiunta la voce di Leonardo Mazza, project director della Puglia Green Hydrogen Valley per Edison, che ha definito il TEF «un evento fondamentale per consolidare rapporti con le istituzioni di una regione strategica per la transizione energetica». Ha annunciato che Edison parteciperà con interventi dedicati alla mobilità sostenibile, alla valorizzazione delle risorse, al riutilizzo delle acque e alla gestione dei rifiuti, oltre a un aggiornamento sul progetto Puglia Green Hydrogen Valley, che prevede a Taranto lo sviluppo di un impianto da 100 megawatt, «una delle iniziative più ambiziose e concrete di produzione di idrogeno verde su larga scala in Italia». Mazza ha insistito sul ruolo delle competenze come pilastro della transizione energetica, ricordando la partnership con Aforisma per la Scuola dei Mestieri, nata per formare i professionisti che gestiranno gli impianti del futuro. «Solo con partnership solide tra imprese, istituzioni e pubblica amministrazione – ha detto – si possono realizzare concretamente progetti di decarbonizzazione». Ha concluso sottolineando che senza il TEF «non esisterebbero i partner», perché il Forum ha trasformato idee che quattro anni fa erano solo slide in progetti reali nei territori.

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