CRONACHE TARANTINE
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Taranto ha bisogno di voce, di analisi e di coraggio. L’evento “Taranto e l’Italia”, promosso da Cgil, Cisl e Uil, ha mostrato con chiarezza quanto il territorio sia vivo, partecipe, desideroso di essere protagonista del proprio futuro.
Una partecipazione straordinaria, arricchita dagli interventi dei lavoratori, che per la Cisl Funzione Pubblica Taranto Brindisi rappresenta «uno spaccato prezioso delle criticità e delle potenzialità della nostra comunità». Ma per restituire un quadro completo, spiegano Giuseppe Lacorte, Flavia Ciraci e Umberto Renna, è necessario «accendere i riflettori anche su altre vertenze decisive», perché il rilancio della provincia passa dal lavoro, dalla qualità dei servizi pubblici e dalla tenuta delle infrastrutture istituzionali e produttive.
Emblematica, per la Cisl Fp, è la situazione del Comune di Taranto, dove la dotazione organica «è ormai ridotta al di sotto del 50% di quella potenziale». I numeri parlano da soli: «appena 3,7 dipendenti comunali ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di 6,9 e una media pugliese di 4,4». Una condizione che si traduce in difficoltà quotidiane nel garantire servizi essenziali, con ricadute pesanti nei settori educativi, tributari, demografici e sociali. «Quando manca personale agli sportelli, quando rallentano le pratiche, quando non si riesce a garantire pienamente un servizio educativo o sociale, non è un semplice problema organizzativo: è una compressione dei diritti dei cittadini e delle imprese», affermano i rappresentanti della Cisl Fp. «E questo, per Taranto, è semplicemente inaccettabile».
Le criticità non riguardano solo il capoluogo. «In molti Comuni della provincia si registrano difficoltà nel turnover, responsabilità crescenti e organici sempre più ridotti», con il risultato di un progressivo indebolimento della capacità amministrativa. A questo si aggiunge la vertenza del Sistema Difesa, definita «strategica» perché coinvolge oltre 15.000 lavoratori tra civili, militari e indotto nelle province di Taranto e Brindisi. «Senza un piano strutturale che affronti le carenze di organico, garantisca investimenti certi e rafforzi il ruolo dell’Arsenale e della Marina Militare, rischiamo di indebolire una presenza storica, economica e strategica per le nostre comunità».
Il messaggio della Cisl Fp è netto: «Le vertenze dei Comuni e del Sistema Difesa non sono battaglie isolate. Sono parte della stessa grande questione territoriale». Senza lavoro stabile, servizi pubblici efficienti e presìdi strategici forti, non può esserci sviluppo. Una Pubblica Amministrazione solida e un polo industriale e militare competitivo generano ricadute positive su commercio, terzo settore, appalti, manutenzioni, cultura e turismo. «Taranto può essere attrattiva, viva e sicura solo se le sue fondamenta pubbliche vengono rafforzate», ribadiscono Lacorte, Ciraci e Renna. «Per questo chiediamo attenzione, investimenti, assunzioni e una visione complessiva che restituisca alla città il suo ruolo naturale di polo strategico e motore di sviluppo per tutto il Mezzogiorno».
La Cisl Fp, concludono, «continuerà a fare la propria parte, con responsabilità e determinazione, al fianco dei lavoratori e nell’interesse della comunità tarantina». Una promessa che suona come un impegno e, insieme, come un richiamo alla politica e alle istituzioni: Taranto non può più aspettare.