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Foto Studio R. Ingenito

Sembrava di sentire il mare trattenere il fiato, lì, davanti alla città vecchia che si preparava a diventare arena.

La prima manche del Palio di Taranto è iniziata così: con sette barche allineate come frecce tese, i rematori immobili, gli occhi puntati sul canale, il pubblico già in delirio. Alle 19.11 l’allineamento era ancora in corso, un gioco di nervi e centimetri. Due minuti dopo, alle 19.13, lo sparo: partenza regolare, e la gara si è accesa come una miccia.
Subito davanti l’equipaggio giallorosso di Tre Carrare–Battisti, i campioni in carica dal 2022, che hanno imposto il loro ritmo come se volessero ricordare a tutti che il Palio, finché non si dimostra il contrario, appartiene a loro. Dietro, la barca biancorossa di Solito-Corvisea e quella biancoceleste di Isola–Porta Napoli hanno iniziato a mordere l’acqua con decisione, mentre il rione Tamburi–Croce, con i suoi colori rossoverdi, sorprendeva per compattezza e grinta.
Le prime tre imbarcazioni hanno presto preso il largo, staccandosi dal gruppone. Alle 19.16 erano quattro a giocarsi la testa della corsa: Tre Carrare–Battisti, Tamburi–Croce, Isola–Porta Napoli e Salinella, quest’ultima in giallonero, che non ha mollato un colpo. Ma già due minuti dopo i giallorossi avevano scavato un solco netto, mentre le altre tre barche si trovavano praticamente allineate in un equilibrio pericoloso. Tanto che alle 19.19 le imbarcazioni di Porta Napoli, Tamburi e Salinella si sono ritrovate troppo vicine, a rischio collisione.
La prima virata, alle 19.20, ha cambiato le carte in tavola: Porta Napoli ha trovato un corridoio d’acqua perfetto e si è issata al secondo posto, mentre Tre Carrare–Battisti continuava a remare come un metronomo impazzito. Alle 19.22 la biancorossa di Solito-Corvisea non mollava di un millimetro, ma la distanza dal primo cresceva. La seconda virata, quella di Sant’Eligio, si avvicinava, e la tensione saliva come la marea.
Alle 19.24 la barca biancoceleste di Isola–Porta Napoli ha iniziato un avvicinamento minaccioso, continuato per tutto il minuto successivo. Quando le barche sono sbucate dal tunnel del Ponte di Pietra, alle 19.26, era ormai chiaro che la gara si sarebbe decisa tra i due equipaggi in testa: Tre Carrare–Battisti e Porta Napoli, gli stessi che negli anni scorsi si erano spartiti il dominio del Palio.
Alle 19.30, quasi a metà del canale navigabile, la sfida era diventata epica. Porta Napoli, che aveva vinto nel 2020 e nel 2021, ha tentato il tutto per tutto: una virata strettissima verso la costa, un rischio calcolato per recuperare metri preziosi. E infatti, alle 19.33, il pubblico ha visto la biancoceleste guadagnare acqua, avvicinarsi, provarci davvero.
Poi, il momento che ogni tarantino aspetta: alle 19.35 le barche hanno superato il Ponte Girevole mentre la banda suonava, un’immagine che da sola vale l'attesa. E proprio in quell’istante, come se la musica avesse dato loro un’ultima spinta, i regata ti di Tre Carrare–Battisti hanno affondato i remi con una potenza che non ha lasciato scampo.
Alle 19.35 hanno tagliato il traguardo, ancora una volta primi, ancora una volta campioni. Porta Napoli è arrivata seconda, onorevolissima, dopo una gara coraggiosa e intelligente. Terzo posto per i Tamburi–Croce, che hanno tagliato il traguardo alle 19.36 con un distacco importante ma con una prova di carattere. Subito dopo è arrivata il  Salinella, mentre le altre imbarcazioni chiudevano la manche con ritardi più marcati. Quinto posto per Paolo VI.
Alle 19.38, come da tradizione, gli equipaggi hanno alzato i remi verso il Castello Aragonese e verso il pubblico assiepato lungo le banchine: un saluto antico, solenne, che chiude la prima manche del Palio con la stessa emozione con cui era iniziata.
E Taranto, ancora una volta, ha applaudito i suoi eroi del mare.

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