CRONACHE TARANTINE
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Taranto si è lasciata attraversare dalla sua storia. La processione a terra di San Cataldo ha trasformato l’ultima giornata dei festeggiamenti solenni in un abbraccio collettivo, un movimento lento e profondo in cui la città ha camminato accanto al suo Patrono con una partecipazione che ha riempito ogni strada, ogni balcone, ogni sguardo.
Fin dal primo pomeriggio, piazza Duomo si è animata di attese e di emozioni: famiglie, confratelli, devoti, curiosi, tutti uniti dal desiderio di accompagnare il Santo lungo il suo percorso.
La solenne celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Ciro Miniero, si è tenuta nella Cattedrale, dove si è rinnovata l’obbedienza al successore di San Cataldo. Quando il simulacro è apparso sul sagrato, un applauso caldo e prolungato ha avvolto la piazza. La processione si è snodata lungo piazza Duomo, largo Arcivescovado, corso Vittorio Emanuele II, piazza Castello, il ponte San Francesco di Paola, corso Due Mari, il lungomare Vittorio Emanuele III, via Anfiteatro, via Berardi, piazza Maria Immacolata e via D’Aquino. Le vie erano gremite: bambini sulle spalle dei genitori, anziani affacciati alle finestre, giovani che seguivano il passo del Santo con una devozione che sapeva di tradizione e futuro. Dal balcone della Chiesa del Carmine, l’arcivescovo ha rivolto la sua allocuzione e ha impartito la benedizione papale con indulgenza plenaria, accolta da un silenzio intenso e rispettoso.
Il rientro si è svolto lungo via D’Aquino, via Margherita, via Matteotti, piazza Castello e via Duomo, mentre la città vecchia brillava sotto le caratteristiche luminarie artistiche: archi di luce, colori sospesi, installazioni scenografiche che hanno trasformato le strade in un percorso incantato.
A piazza Castello, la festa si è accesa di musica e partecipazione. I Terraross hanno portato sul palco ritmi popolari, sonorità mediterranee e atmosfere festose capaci di coinvolgere l’intera città. Il Castello Aragonese, illuminato dallo spettacolo pirotecnico, si è trasformato in un faro di luce sul mare: un appuntamento tradizionale che ogni anno richiama migliaia di persone, un momento in cui Taranto si riconosce e si ritrova.
E quando le ultime scintille dei fuochi si sono dissolte nel cielo, la serata è proseguita presso il monumento del Marinaio con il DJ set di MadKid & Moddi MC, che ha accompagnato il pubblico fino a notte fonda, chiudendo la festa con un’energia giovane e condivisa.
Il triduo dei festeggiamenti è stato accompagnato dal servizio bandistico della Grande Orchestra di Fiati “Santa Cecilia” – Città di Taranto, diretta dal Maestro Giuseppe Gregucci, insieme al Concerto Musicale “Lemma”, diretto dal Maestro Giuseppe Pisconti: note che hanno attraversato vicoli e piazze, cucendo insieme tradizione, memoria e comunità.
Ancora una volta, Taranto ha dimostrato che la festa di San Cataldo non è solo un rito: è un sentimento che unisce, una storia che continua a camminare, una città che si riconosce nel passo del suo Patrono.