CRONACHE TARANTINE
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Cento giorni alla cerimonia di inaugurazione. I Giochi del Mediterraneo hanno celebrato il loro Mak P 100 in una gremitissima sala Monfredi della Camera di commercio di Brindisi‑Taranto, alla presenza del ministro dello Sport Andrea Abodi, del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, del sindaco di Taranto Piero Bitetti e di una platea fittissima di amministratori, tecnici, atleti, giornalisti.
Un appuntamento che ha restituito la misura di un territorio in fermento, consapevole che il conto alla rovescia non è solo un simbolo, ma il segno tangibile di un lavoro che sta cambiando il volto della provincia ionica.
Dopo i ringraziamenti di rito alle maestranze, al governo, alla struttura commissariale e al Comitato organizzatore locale, il commissario straordinario e presidente del COL, Massimo Ferrarese, ha aperto il suo intervento ricordando che «mancano 100 giorni ai Giochi, ma questo numero non rappresenta soltanto un conto alla rovescia: è il traguardo di un lavoro immenso di questa città, di questo territorio e di tante persone che stanno portando avanti con impegno e determinazione un progetto che sembrava impossibile». Ha ricordato che in questi due anni e mezzo «abbiamo affrontato ostacoli, ritardi accumulati, difficoltà burocratiche e anche tante polemiche. Ma non ci siamo mai fermati. Abbiamo scelto di lavorare, di costruire, di credere fino in fondo in un sogno che diventa realtà».
Ferrarese ha ribadito che i Giochi «non sono soltanto un evento sportivo, ma una straordinaria occasione di rinascita, di orgoglio e di rilancio, non solo per Taranto ma per tutto il territorio». Le opere in corso, ha spiegato, «resteranno per decenni: impianti moderni, infrastrutture, spazi restituiti ai cittadini e nuove opportunità per i nostri giovani». Ha voluto ringraziare «chi continua a lavorare ogni giorno nei cantieri, negli uffici, nelle istituzioni, nei comuni coinvolti», sottolineando che «in questi ultimi 100 giorni continueremo a lavorare con la stessa determinazione e la stessa passione, perché ciò che stiamo costruendo va oltre i Giochi: stiamo costruendo un’eredità, un nuovo orgoglio per il nostro territorio».
Il commissario ha ricordato che «tra 100 giorni il Mediterraneo guarderà a noi e noi dobbiamo farci trovare pronti, uniti e fieri di ciò che siamo». Poi ha snocciolato numeri e scadenze, confermando che il cronoprogramma è in linea: «Ci sono cinque lavori già conclusi, venticinque impianti in fase di ultimazione proprio in questi giorni e undici lavori in corso». Ha elencato, comune per comune, le date di consegna, spiegando che «la previsione è che 13 impianti termineranno a maggio, 16 a giugno, 6 a luglio e 1 ad agosto».
Il dato più rilevante riguarda Taranto: «Sono stati investiti nella provincia 214 milioni sui 275 complessivi. Solo la città di Taranto passa da un masterplan ereditato da 87 milioni a un investimento attuale di 168 milioni. L’incremento è stato di 81 milioni e 800 mila euro». Un salto che Ferrarese ha definito «storico», ricordando che «stiamo realizzando nove stadi per 113 milioni, venti palazzetti per 48 milioni e mezzo, due piscine olimpiche per 41 milioni, quattro piste di atletica per 33 milioni, un centro nautico per 14 milioni, un centro sportivo tennis, un impianto di tiro con l’arco, parchi urbani attrezzati e palestre scolastiche».
Sul fronte organizzativo, Ferrarese ha spiegato che «siamo al lavoro con i fornitori dei servizi di timing e scoring, con il comitato internazionale e con l’agenzia incaricata della produzione televisiva». Ha annunciato che «grazie al governo abbiamo avviato importanti contatti con la Rai per garantire una copertura televisiva di alto livello». Per l’accoglienza degli atleti «abbiamo già confermato una nave da 3.500 posti e stiamo lavorando con procedura accelerata per una seconda nave da 1.500‑2.000 posti».
Sul fronte delle attrezzature sportive «stiamo dotando tutti gli impianti secondo gli standard nazionali e internazionali» e sulle strutture temporanee «le gare sono in corso». Il commissario ha poi rivelato che «abbiamo già ricevuto 3.500 candidature per i volontari e nei prossimi giorni inizieranno i colloqui».
Ferrarese ha dedicato un passaggio anche al ticketing: «Abbiamo assunto una decisione importante: adottare un modello di partecipazione popolare basato su un contributo simbolico di accesso alle competizioni. Ogni presenza ai Giochi sarà legata al concetto di legacy: ogni cittadino, ogni famiglia, ogni giovane potrà sentirsi partecipe non solo dell’evento sportivo, ma di un progetto più ampio legato al futuro dello sport sul territorio». Ha precisato che «il contributo sarà destinato interamente, al netto dei costi, a sostenere la legacy degli impianti sportivi realizzati o riqualificati per i Giochi». L’accesso avverrà tramite piattaforma online con QR code nominativo, ma «saranno previsti anche punti fisici per anziani, turisti e cittadini meno digitalizzati».
Sul fronte della sicurezza, Ferrarese ha ricordato che «tutto ciò che facciamo è coordinato con la Prefettura, le forze dell’ordine, la Dia, la Guardia di Finanza, l’Anac e la Corte dei Conti. Non manca nulla: ogni gara è stata gestita attraverso centrali di committenza come Invitalia e Sport e Salute, proprio per garantire la massima trasparenza».
In chiusura, il commissario si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: «Le polemiche non hanno giovato, anzi hanno danneggiato i Giochi, soprattutto sul piano del marketing. Dire che i Giochi non si faranno ha fatto male, perché quale imprenditore investirebbe in un evento che forse non si fa? I Giochi si faranno, e si faranno bene».
La sala ha accolto le sue parole con un lungo applauso. A cento giorni dal via, Taranto e il Mediterraneo si preparano a incontrarsi. E questa volta, davvero, non è più un sogno.
L'intervista al Commissario straordinario per i Giochi del Mediterraneo Massimo Ferrarese