CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La polemica sul futuro dell’aeroporto Arlotta di Grottaglie torna a infiammare il dibattito politico cittadino. Dopo le parole del sindaco Piero Bitetti, che aveva definito il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026‑2035 «una buona notizia» e «una grande occasione», arriva la dura replica del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Gregorio Stano.
Una replica che non lascia spazio a interpretazioni e che riporta al centro la questione della mobilità civile, tema che da anni divide istituzioni e cittadini.
«Le dichiarazioni del sindaco Piero Bitetti sul nuovo Piano Nazionale Aeroporti sono il ritratto di una politica che ha smesso di lottare per il territorio e si accontenta delle briciole», attacca Stano, contestando la lettura ottimistica dell’amministrazione comunale. Secondo il consigliere pentastellato, la realtà sarebbe ben diversa: «Mentre il sindaco parla di “buona notizia” e di “grande occasione”, il Governo Meloni, con la complicità silenziosa delle istituzioni locali, ha ufficialmente escluso l’aeroporto Arlotta dal trasporto passeggeri per i prossimi dieci anni».
Per Stano, definire una vittoria il ruolo di hub cargo e spazioporto significa «ignorare le legittime aspirazioni di una provincia che chiede da anni il diritto alla mobilità civile». Il consigliere parla apertamente di un cortocircuito politico: «L’atteggiamento della Giunta Bitetti è paradossale. Non si può votare all’unanimità una mozione in Consiglio Comunale per il rilancio dei voli di linea e poi plaudire a un piano che fa esattamente l’opposto. Questo è un tradimento del mandato ricevuto dai cittadini e un atto di sottomissione politica al centrodestra nazionale, che a parole promette sviluppo ma nei fatti isola Taranto».
Il confronto istituzionale, secondo Stano, sarebbe stato portato avanti con maggiore coerenza da altri rappresentanti del territorio: «Mentre esponenti politici come il senatore Mario Turco hanno portato la battaglia in Parlamento con atti concreti, il sindaco e il presidente della Provincia restano “non pervenuti”. Invece di rivendicare con forza la continuità territoriale e il completamento delle infrastrutture per i voli civili, ci si limita a comunicati stampa tardivi che cercano di mascherare un fallimento strategico».
Il consigliere M5S insiste sul fatto che Taranto non possa accettare un ruolo marginale nel sistema aeroportuale pugliese: «Taranto non può essere solo il retrobottega logistico della Puglia. Merita un sistema integrato di trasporti che includa il traffico passeggeri, fondamentale per il turismo e per l’economia locale». E conclude con una promessa di battaglia politica: «Continueremo a opporci a questa visione miope in ogni sede istituzionale, perché il futuro dell’Arlotta non può essere deciso sopra le teste dei tarantini con il beneplacito di chi dovrebbe invece difenderli».
La contestazione al Piano Nazionale Aeroporti non arriva solo dal Consiglio comunale: anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Annagrazia Angolano, parla di «offesa al territorio tarantino» e accusa il Governo e le istituzioni locali di aver relegato l’Arlotta «a semplice spazioporto, ignorando deliberatamente le necessità di mobilità di cittadini, imprese e lavoratori». Una posizione che si intreccia con l’affondo del consigliere comunale Gregorio Stano, rafforzandone la denuncia politica.
Angolano definisce «incoerente» l’atteggiamento dell’amministrazione Bitetti, ricordando come appena pochi mesi fa il Consiglio comunale avesse votato all’unanimità per l’apertura ai voli passeggeri, mentre oggi il sindaco esulta per un Piano che «nega esplicitamente questa possibilità». Per la consigliera, il territorio ionico continua a pagare una marginalità infrastrutturale «inaccettabile»: niente alta velocità, nessun collegamento diretto alla rete autostradale, trasporti pubblici insufficienti verso Bari e Brindisi, e ora anche l’esclusione dai collegamenti minimi con Roma, il Nord e le isole.
La nota insiste su un punto tecnico che ribalta la narrazione ufficiale: in tutta Europa – da Milano a Francoforte, da Parigi a Istanbul – cargo e voli passeggeri convivono senza alcuna incompatibilità, mentre a Taranto si continua a sostenere che lo spazioporto escluda il traffico civile. «Una tesi infondata», afferma Angolano, ricordando inoltre le ingenti risorse pubbliche investite nello scalo: pista tra le più lunghe d’Italia, piazzali ampliati, bretella di collegamento, terminal passeggeri in fase di ultimazione.
Da qui la richiesta di chiarezza politica: se non c’è la volontà di garantire la continuità territoriale, «lo si dica apertamente ai cittadini» e si apra una riflessione sul modello di gestione e sulla concessione aeroportuale. Una posizione che si salda con quella di Stano, nel denunciare un territorio trattato come retrobottega logistico della Puglia e privato del diritto alla mobilità civile.
Angolano conclude annunciando battaglia: «Taranto merita di volare». Una frase che, nel clima acceso di queste ore, suona come il contrappunto istituzionale alla protesta che si leva dal Consiglio comunale e da una parte crescente della comunità ionica.