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Taranto ha conosciuto molte pagine decisive della sua storia recente, ma poche hanno avuto il sapore di un cambio di passo come quella che si è aperta con la presentazione dell’accordo tra il Commissario Straordinario del Governo per le bonifiche e la Fondazione Taranto 25.

È stato un momento che ha restituito alla città l’idea concreta di un futuro possibile, fatto di innovazione, imprese, ricerca e nuove energie che scelgono di investire sul territorio. Nella Sala Riunioni della Prefettura, dove l’intesa è stata illustrata e sottoscritta, si è respirata la sensazione di un progetto che non si limita a riparare il passato, ma che prova a costruire un modello di sviluppo capace di trasformare le ferite ambientali in opportunità economiche e sociali. È stato spiegato che l’accordo rappresenta la base per attivare percorsi reali di economia circolare, coinvolgendo startup, acceleratori e imprese verdi in un ecosistema che unisce tutela del territorio e competitività internazionale.
Nel corso della conferenza, il presidente della Fondazione Taranto 25, Fabio Tagarelli, ha sottolineato come la Fondazione abbia scelto di assumere un ruolo di “connettore territoriale”, spiegando che «abbiamo voluto fare in modo che iniziative importanti come quelle sulle bonifiche e sull’agricoltura rigenerativa vedano protagonista anche la società civile». Tagarelli ha ricordato che la Fondazione ha iniziato a lavorare subito dopo il primo confronto con il Commissario: «Ci ha raccontato dell’opportunità anche economica che le bonifiche possono generare e noi abbiamo immediatamente intercettato realtà professionali e competenti, spiegando loro quale occasione rappresenti Taranto». Un lavoro che, ha detto, può valorizzare imprese locali ma anche attrarne di nuove: «Se oggi alcune aziende stanno scegliendo la Puglia, vogliamo che possano indirizzare le loro scelte verso Taranto. La società civile deve avere questo ruolo di attrattività, raccontando la città come un’opportunità per chi viene da fuori, purché ci sia la volontà reale di investire nel territorio».
Tagarelli ha spiegato che la Fondazione sta lavorando da oltre due mesi per costruire questa rete: «Abbiamo intercettato dieci startup, alcune pugliesi e una tarantina, che stanno decidendo concretamente di partecipare al bando sulle bonifiche attraverso l’agricoltura rigenerativa». Ma il lavoro non si ferma al singolo progetto: «Stiamo raccontando l’opportunità Taranto e vogliamo svolgere il ruolo di traghettatori verso il territorio, presentando le sue potenzialità socio‑economiche. Dobbiamo sviluppare l’impresa interna, ma anche far comprendere come Taranto possa essere un approdo per realtà che portano valore, cultura e posti di lavoro».
Il Commissario Straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio, ha definito l’accordo «particolarmente importante perché punta all’innovazione e al coinvolgimento di startup che possono diventare il vero motore della trasformazione e della resilienza economica del territorio». Ha ricordato che una transizione giusta «è possibile solo con una forte condivisione del tessuto produttivo» e ha ringraziato la Fondazione Taranto 25 per il contributo offerto. Uricchio ha richiamato anche la giornata del 28 aprile, quando sono stati presentati risultati e prospettive legate soprattutto al biotech: «Abbiamo visto iniziative straordinarie che puntano al biorisanamento e alla produzione di materiali con applicazioni economiche significative. Questa transizione non è solo ambientale, ma anche economica, sociale e occupazionale, ed è ciò a cui dobbiamo puntare».
Le parole dei due protagonisti hanno restituito l’immagine di una Taranto che non attende più passivamente le soluzioni dall’alto, ma che prova a costruirle attraverso alleanze, competenze e visioni condivise. L’accordo è stato presentato come un punto di partenza, non di arrivo: un patto che mette insieme istituzioni, imprese, ricerca e società civile per trasformare un territorio segnato da crisi e sacrifici in un laboratorio di innovazione e sviluppo sostenibile. Una sfida che, per la prima volta dopo molto tempo, sembra avere gli strumenti per diventare realtà.

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