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SI.NA.M. Puglia e SIM Marina Area Sud intervengono sulla vicenda della temporanea chiusura dell’asilo nido “Mar Grande” di Taranto, chiedendo chiarezza dopo le informazioni circolate nei mesi scorsi.

«Era stato pubblicato un articolo che lasciava intendere come ormai definita l’ipotesi di rinvio dei lavori alla conclusione dell’anno scolastico successivo», spiegano, precisando però che quella rappresentava «solo una delle possibili soluzioni allo studio, subordinata a condizioni che non si sono concretizzate».
Dopo gli approfondimenti tecnici e organizzativi, i sindacati confermano che «non vi sarà alcun posticipo degli interventi programmati sulla struttura». La soluzione individuata prevede l’avvio dei lavori a giugno, così da consentire «la riapertura dell’asilo per l’anno educativo 2026/2027», ritenuta la scelta «meno invasiva e più sostenibile sotto il profilo organizzativo e del rapporto costo-beneficio».
Nel confronto tra Amministrazione comunale, Comando Interregionale Marittimo Sud e cooperativa gestrice, sono state valutate diverse strutture alternative, ma «nessuna ha consentito di individuare condizioni compatibili con una gestione condivisa del servizio», né sono emerse sedi idonee per un utilizzo esclusivo destinato agli utenti della Marina Militare. I sindacati rassicurano però le famiglie: «Non saranno lasciate sole e sarà fornito loro il necessario supporto». Durante la riunione convocata da Marina Sud l’11 maggio, saranno illustrate nel dettaglio le soluzioni individuate, tra cui la possibilità di ricorrere a strutture pubbliche per giugno e a strutture private per giugno, luglio e, se richiesto, agosto.
SI.NA.M. e SIM Marina ricordano di aver seguito la vicenda «sin dal primo momento con senso di responsabilità, equilibrio e spirito costruttivo», mantenendo un dialogo costante con tutti gli interlocutori. «In contesti delicati come questo – sottolineano – è fondamentale affidarsi a percorsi di confronto seri, realistici e fondati su interlocuzioni istituzionali concrete, evitando di alimentare aspettative premature». Per i sindacati, la corretta informazione è «essenziale per garantire serenità al personale e alle famiglie».
Da qui la richiesta che le associazioni professionali rappresentative vengano coinvolte immediatamente nei tavoli decisionali: «Il coinvolgimento delle APCSM può costituire una garanzia di equilibrio, trasparenza e assenza di incomprensioni». La rappresentatività, concludono, «si costruisce nel tempo attraverso presenza costante, credibilità, senso di responsabilità e risultati concreti, nell’interesse del personale della Forza Armata e delle loro famiglie».

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