CRONACHE TARANTINE
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Taranto ha accolto ieri mattina, lunedì 18 maggio, la tappa del Pianeta Mare Film Lab, trasformando il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro in uno spazio di incontro tra ricerca, partecipazione civica e narrazione audiovisiva.
L’avvio del laboratorio, che coinvolge giovani filmmaker under 30, si inserisce nel più ampio lavoro dell’Università di Bari sul Mar Piccolo, nel quale il progetto Civitas. Memoria urbana, cittadinanza e sostenibilità partecipata dialoga con il percorso partecipativo “Nuovi approcci per la tutela e valorizzazione del Mar Piccolo”, contribuendo a costruire una relazione nuova tra comunità, scienza e territorio.
«Il Mar Piccolo non è soltanto un ecosistema fragile da osservare, ma un bene comune attorno al quale una comunità può riconoscersi e assumere responsabilità condivise», ha dichiarato la Prof.ssa Maria Casola. «Il senso di Civitas è interrogare il rapporto tra memoria urbana, cittadinanza, ricerca e cura del territorio, trasformando la narrazione audiovisiva in uno strumento di conoscenza pubblica».
La giornata inaugurale si è aperta con una sessione plenaria ricca di voci e prospettive. L’Ammiraglio Andrea Petroni ha accompagnato i partecipanti dentro la complessità della vita subacquea, descrivendo «dinamiche operative nelle tre dimensioni e margini di errore pari a zero», un mondo che richiede competenza, precisione e pieno rispetto dell’ambiente marino. Subito dopo, il Commissario straordinario Vito Felice Uricchio ha illustrato il progetto MITICA dedicato alla mitilicoltura, definendolo «un modello di economia sostenibile che vive solo se vive l’ecosistema».
Il racconto si è poi spostato sotto e dentro l’acqua, con l’intervento del Soprintendente Angelo Raguso e dell’archeologa Annalisa Biffino, che hanno ripercorso la storia degli acquedotti romani e rinascimentali, «infrastrutture che hanno modellato per secoli la vita delle comunità». Nicola Clemente, direttore del Centro Ketos, ha invitato i giovani a guardare «non solo la superficie, ma tutto ciò che accade a 360 gradi», mentre Mariangela Di Geronimo, del Gruppo Speleo Statte, ha mostrato tecniche e attrezzature dell’esplorazione ipogea, spiegando come «la sicurezza sia parte integrante della conoscenza».
Per tutta la settimana i partecipanti potranno affiancare ricercatori, militari, archeologi, biologi, speleologi e operatori del territorio, trasformando ogni esperienza in un racconto audiovisivo realizzato con lo smartphone, secondo la filosofia del Lab ideato da Massimo Mizzau Perczel e diretto dal regista Valerio Ferrara. «Il cinema è uno strumento di consapevolezza», hanno ricordato gli organizzatori, sottolineando come la tappa tarantina coincida con la Giornata Mondiale della Biodiversità.
Il percorso si concluderà il 22 maggio con la proiezione pubblica dei cortometraggi nell’Aula Magna del Dipartimento Jonico. Saranno gli studenti delle scuole presenti a votare il miglior lavoro. I vincitori riceveranno una borsa per una residenza artistica a Napoli durante il Pianeta Mare Film Festival, in un passaggio simbolico che unisce Taranto ad altre città di mare attraverso lo sguardo dei giovani.