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A Roma, nella sede del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la vertenza Natuzzi ha vissuto oggi una delle giornate più delicate e decisive degli ultimi mesi. Il tavolo convocato per affrontare la richiesta aziendale di modifica della Cigs ha riunito rappresentanti del Governo, i vertici di Natuzzi, le organizzazioni sindacali di categoria Feneal‑Uil, Filca‑Cisl, Fillea‑Cgil, Filcams‑Cgil, Fisascat‑Cisl e Uiltucs‑Uil, insieme agli assessori allo Sviluppo economico delle Regioni Puglia e Basilicata, Eugenio Di Sciascio e Francesco Cupparo.

Un confronto lungo, teso, segnato da momenti di forte contrapposizione tra azienda e sindacati, ma che si è concluso con un’intesa che modifica in modo significativo l’impostazione iniziale della procedura.
L’accordo raggiunto prevede la riduzione dell’utilizzo della Cigs dall’80% richiesto da Natuzzi al 62%, con l’obbligo di un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali sulla modulazione della cassa e sulla rotazione equa tra tutti i lavoratori. È stato inoltre confermato l’anticipo del trattamento di integrazione salariale da parte dell’azienda, scongiurando il pagamento diretto da parte dell’INPS, e l’avvio di un piano di incentivazione all’esodo volontario con risorse fino a 6 milioni di euro. Le Regioni Puglia e Basilicata saranno coinvolte nelle politiche attive del lavoro, mentre il monitoraggio sull’applicazione dell’accordo sarà affidato al Mimit, con la presenza del Ministero del Lavoro. L’intesa sarà sottoposta a ulteriore verifica il prossimo 27 maggio, nel tavolo già convocato al Mimit per affrontare le questioni industriali di fondo: reshoring, volumi produttivi, investimenti, stabilimenti italiani, prospettive occupazionali e messa in sicurezza del gruppo.
Le organizzazioni sindacali, in una nota unitaria, parlano di un risultato ottenuto «anche attraverso la mediazione e il contributo del Ministero del Lavoro», sottolineando che «si conferma l’attuale perimetro» e che «l’unica causale individuata» per la variazione della Cigs resta «il calo ordini globale del settore». I sindacati evidenziano come il confronto abbia permesso di «modificare l’impostazione iniziale, introducendo maggiori garanzie per le lavoratrici e i lavoratori», ma avvertono che «l’intesa non chiude la vertenza». Il 27 maggio, spiegano, «pretendiamo risposte chiare sul progetto industriale, senza le quali continueremo e rafforzeremo le iniziative di mobilitazione». Un messaggio che arriva in un contesto definito «particolarmente complesso» per il settore del mobile imbottito, colpito dalla crisi dei mercati internazionali e dalla contrazione degli ordini. «Le lavoratrici e i lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo», affermano, annunciando assemblee in tutti gli stabilimenti.
Soddisfazione arriva dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che definisce l’accordo «un primo passo nella giusta direzione». Il ministro ricorda che si tratta di ciò che il Governo «aveva sin dall’inizio auspicato quale elemento decisivo per un confronto nel merito» e conferma la convocazione del tavolo del 27 maggio a Palazzo Piacentini, con l’obiettivo di definire «un piano serio e credibile, capace di garantire la piena sostenibilità industriale e occupazionale dell’azienda».
L’assessore regionale pugliese allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio, parla di «una svolta positiva nella vertenza Natuzzi», spiegando che la riduzione della Cigs al 62% «consente di mettere in sicurezza i lavoratori in una fase ancora delicata» e apre «una nuova fase di confronto sul futuro produttivo e occupazionale del gruppo». Di Sciascio ricorda che la Regione ha accompagnato il percorso «mettendo a disposizione strumenti concreti di politica attiva del lavoro», dai percorsi di riqualificazione alle indennità di frequenza, fino al nuovo sportello del Centro per l’Impiego di Santeramo. «Guardiamo ora con fiducia al tavolo del 27 maggio», aggiunge, sottolineando il ruolo della Task force regionale guidata da Leo Caroli, che definisce «struttura strategica» nel raccordo istituzionale. Caroli conferma che l’accordo «apre una nuova fase» e che, se prevarrà il clima di responsabilità emerso oggi, «si potranno costruire le condizioni per un impegno pubblico capace di sostenere concretamente il piano di rilancio industriale».
La vertenza Natuzzi entra così in un passaggio decisivo, con un’intesa che offre respiro ai lavoratori ma che rimanda al 27 maggio le risposte più attese: quelle sul futuro industriale del gruppo, sulla tenuta degli stabilimenti italiani e sulla prospettiva occupazionale di un intero distretto produttivo che da anni vive tra incertezze e crisi ricorrenti. Come ricordano i sindacati, «il confronto continua» e la mobilitazione resta sullo sfondo, pronta a riaccendersi se le promesse non si tradurranno in impegni concreti.

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