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Foto Studio R. Ingenito

C’è un filo che negli ultimi anni tiene insieme la storia industriale di Taranto e la sua necessità di rinascita: la consapevolezza che non può esserci sviluppo senza bonifiche, né investimenti senza certezze ambientali.

È in questo quadro che si inserisce l’incontro tenutosi oggi, mercoledì 20 maggio, in Prefettura, dove il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Commissario straordinario per le bonifiche hanno presentato un pacchetto di azioni di supporto rivolte alle imprese che intendono avviare interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica nelle aree private del territorio ionico. Un passaggio che punta a coniugare transizione ecologica e rilancio industriale, offrendo alle aziende strumenti concreti per programmare investimenti in un contesto finalmente più leggibile.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, la viceministra Vannia Gava in videocollegamento, il commissario straordinario Vito Felice Uricchio, i presidenti di Confindustria e Confapi Taranto, Salvatore Toma e Fabio Greco, la subcommissaria Annamaria Basile e la professoressa Maria Casola dell’Università di Bari. Un tavolo che ha riunito istituzioni, imprese e mondo accademico, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso.
Il commissario Uricchio ha spiegato che l’iniziativa nasce «da una richiesta precisa delle imprese», maturata in un confronto avviato in sede confindustriale e poi condiviso con Confapi e con il Ministero dell’Ambiente. «Anche Arpa Puglia (il direttore Vito Bruno assente perché impegnato il altro incontro istituzionale, ndc) – ha aggiunto – si è mostrata assolutamente disponibile», sottolineando come il lavoro di rete sia stato determinante per arrivare a un primo risultato operativo: un applicativo già attivo che consente alle aziende di richiedere informazioni ambientali sulle aree in cui intendono investire. «Le imprese vogliono conoscere quale può essere l’impegno economico per una caratterizzazione, una messa in sicurezza o una bonifica», ha spiegato Uricchio. «Per potersi insediare servono certezze, servono dati, serve sapere qual è la situazione reale di un determinato contesto. È anche un modo per rendere Taranto più attrattiva, perché oggi diverse aziende si stanno affacciando sul territorio e uno strumento del genere può favorire nuovi insediamenti».
Il commissario ha ricordato che esistono già numerosi studi e caratterizzazioni eseguiti negli anni, materiali che ora saranno messi a disposizione in modo più accessibile. «Le imprese ci dicono che fare una bonifica costa molto, e hanno ragione. Per questo la conoscenza preventiva è fondamentale». Uricchio ha poi richiamato il percorso di semplificazione normativa avviato dal Governo sulla legge 152, «che ha compiuto vent’anni e ha subito aggiornamenti importanti», e ha annunciato che l’esperienza tarantina sarà al centro dell’incontro del 24 giugno, pensato per raccogliere proposte e orientamenti da sottoporre all’esecutivo. Ha inoltre confermato l’imminente pubblicazione della gara per l’approfondimento della deperimetrazione, «un’area di 15 chilometri e mezzo», con una base economica di circa tre milioni di euro.
La viceministra Gava ha ribadito che «le bonifiche sono una priorità dell’azione di questo Governo», perché significano tutela della salute, recupero ambientale e «restituzione di aree produttive per nuovi investimenti e nuovo sviluppo economico». Taranto, ha ricordato, è uno dei territori su cui l’esecutivo ha concentrato maggiore attenzione, destinando nell’ultimo anno oltre 200 milioni di euro per il risanamento ambientale e garantendo continuità all’attività del commissario straordinario. Parallelamente prosegue il lavoro di deperimetrazione del SIN, avviato con un primo passaggio nel 2024, per «dichiarare progressivamente utilizzabili le aree che non risultano più contaminate».
Gava ha inserito l’iniziativa tarantina in un quadro nazionale più ampio, che vede oltre 480 milioni destinati ai siti orfani e 280 milioni dei fondi FSC per interventi di rigenerazione urbana e ambientale. Ha sottolineato il ruolo decisivo di Ispra e delle Agenzie ambientali, «fondamentali per garantire qualità delle istruttorie e rapidità delle procedure», e ha annunciato che il Governo sta lavorando a un nuovo provvedimento con misure specifiche per semplificare e velocizzare ulteriormente le bonifiche, anche nei siti privati del SIN, attraverso norme costruite «in un confronto con associazioni di categoria e operatori del settore».
«L’iniziativa di oggi – ha concluso la viceministra – dimostra che la collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini è la strada giusta per coniugare risanamento ambientale, innovazione e sviluppo. Taranto può diventare un modello nazionale di rigenerazione industriale e ambientale, e il Governo continuerà a lavorare con determinazione per accompagnare questo percorso».
Un messaggio che, nelle intenzioni di tutti i presenti, segna un cambio di passo: non più bonifiche come ostacolo, ma come condizione per costruire un futuro industriale finalmente sostenibile.

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