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C’è stato un momento, durante una delle tavole rotonde del TEF dedicate al ruolo delle città nella transizione energetica, in cui l’intervento del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha riportato al centro il legame profondo tra innovazione, salute e ambiente.

Un legame che l’amministrazione sta provando a tradurre in politiche concrete, anche attraverso il progetto “Calliope”, presentato come esempio di integrazione tra ricerca scientifica, governance locale e tutela della comunità.


Bitetti ha ricordato come Taranto stia vivendo una fase cruciale della propria storia, una fase in cui la transizione energetica non è più un concetto astratto ma un terreno su cui si gioca il futuro della città. «La nostra città è pronta a guidare una fase nuova di sviluppo, fondata sulla sostenibilità ambientale, sull’innovazione industriale e sulla transizione energetica», ha affermato. «Taranto può e deve diventare un hub strategico per le energie alternative, a partire dallo sviluppo dell’eolico offshore, delle filiere dell’idrogeno verde e delle infrastrutture energetiche innovative».
Il sindaco ha insistito sulla necessità di una visione integrata, capace di tenere insieme crescita economica, tutela della salute e competitività del sistema portuale. «Ogni processo di trasformazione dovrà essere coerente con una visione che metta al centro la tutela dell’ambiente e della salute, la crescita occupazionale e la competitività del porto», ha spiegato, sottolineando come la transizione energetica rappresenti «una straordinaria opportunità di rilancio economico e sociale per il territorio».
In questo quadro si inserisce il progetto “Calliope”, che il sindaco ha richiamato come esempio concreto di come la città stia cercando di costruire strumenti innovativi per affrontare le sfide ambientali e sanitarie. Un progetto che, nelle parole di Bitetti, «sostiene le politiche locali in tema di salute e ambiente, rafforzando la capacità del territorio di leggere i fenomeni, prevenire i rischi e costruire risposte condivise».
Il primo cittadino ha ribadito che la transizione non può essere affrontata in modo frammentato: «Le decisioni che riguardano il futuro energetico e industriale della città devono essere condivise e orientate da una visione organica e sostenibile». E ha aggiunto che Taranto «ha tutte le condizioni per essere protagonista della transizione energetica del Paese e dell’area euro‑mediterranea».
L’intervento si è chiuso con un richiamo alla responsabilità collettiva, istituzionale e sociale: un invito a considerare la transizione non solo come un processo tecnologico, ma come un percorso culturale che deve coinvolgere l’intera comunità. Un percorso che, nelle intenzioni del sindaco, passa anche da progetti come “Calliope”, capaci di unire scienza, partecipazione e politiche pubbliche in un’unica direzione: quella di una Taranto più sana, più innovativa e più consapevole del proprio futuro.

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