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Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto, interviene dopo l’intesa raggiunta a Palazzo Chigi che ha portato alla sospensione del fermo nazionale dell’autotrasporto. Una decisione maturata, spiega, “per senso di responsabilità”, ma che non cancella le difficoltà strutturali del settore.

“L’accordo ha prodotto primi risultati concreti e aperto un confronto che attendevamo da tempo”, afferma. “Ma rappresenta solo una risposta iniziale a una situazione che resta molto difficile per migliaia di imprese”.
Paolillo sottolinea come le misure approvate dal Governo “alleggeriscano solo in parte l’emergenza legata all’aumento del costo del carburante”, senza però incidere sul nodo centrale: la sostenibilità economica del trasporto merci. “Esiste una contraddizione evidente”, denuncia. “Quando i costi energetici aumentano, gli incrementi si trasferiscono lungo tutta la filiera, ma l’autotrasportatore – che paga il gasolio alla pompa – resta troppo spesso l’anello più debole”.
Secondo Paolillo, la committenza industriale tende a ritenere che il settore sia già compensato da crediti d’imposta e interventi sulle accise, evitando così di adeguare le tariffe ai costi reali. “Il risultato è che il trasportatore viene schiacciato due volte: da misure pubbliche che attenuano solo l’emergenza e da un mercato che non riconosce gli aumenti”. Una dinamica aggravata dalla concorrenza al massimo ribasso: “Quando un’impresa chiede tariffe adeguate, si sente rispondere che ci sarà sempre qualcuno disposto a farlo a meno. È questo che sta impoverendo il settore”.
Il carburante, ricorda Paolillo, incide in molti casi per oltre un terzo dei costi complessivi. “Nessun comparto può reggere se costretto a lavorare sistematicamente sotto costo”, avverte. Per questo Confartigianato rilancia una richiesta storica: “È arrivato il momento di riconoscere il gasolio professionale direttamente alla pompa, superando il sistema dei rimborsi successivi. Sarebbe una misura di semplificazione e sostegno reale”.
Il segretario generale ricorda come il territorio ionico avesse un tempo un sistema dell’autotrasporto solido e integrato con l’industria locale, oggi profondamente indebolito dalle trasformazioni degli ultimi anni. “La frammentazione della committenza e la pressione sulle tariffe hanno alterato gli equilibri del mercato”, osserva. “In una fase così delicata sarebbe servita una guida più forte e preparata, capace di accompagnare le imprese nel cambiamento”.
Paolillo insiste sulla necessità di ricostruire una rappresentanza autorevole: “Confartigianato Trasporti sta lavorando con determinazione per restituire al comparto il ruolo strategico che merita nell’economia ionica”. Dietro ogni impresa, ricorda, “non ci sono solo mezzi e costi, ma lavoro, famiglie e una infrastruttura economica indispensabile per la continuità produttiva dei territori”.
Da qui l’appello finale: “È fondamentale rafforzare il confronto con il Governo e ricostituire la Consulta Generale dell’Autotrasporto e della Logistica”, affrontando temi come la corretta remunerazione dei servizi, la responsabilità lungo la filiera e il riequilibrio dei rapporti tra committenza e vettori. “Perché senza trasporto merci non si muove l’economia reale del Paese”.

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