CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La terza giornata del Salone Mediterraneo dell’Impresa, organizzato da Confcommercio Taranto al Circolo Ufficiali della Marina Militare, ha riportato al centro del dibattito uno dei nodi decisivi per il futuro del territorio: la formazione tecnica superiore come leva per trattenere i giovani e sostenere la trasformazione economica in corso.
L’incontro “Dal territorio al talento – Gli Its e le professioni del domani a Taranto”, coordinato dalla giornalista del Quotidiano di Puglia Lucia Iaia, ha aperto subito un varco netto nella percezione comune: superare un tabù culturale perchè l’Its non è una scelta secondaria rispetto all’università ma una corsia preferenziale, un’autostrada verso l’alta specializzazione”. È stato inoltre richiamato il tema del mismatch che penalizza il mercato del lavoro locale e del principio cardine dell’earning by doing, “imparare facendolo”, come tratto distintivo del modello.
Il direttore di Confcommercio Taranto, Tullio Mancino, ha legato il tema delle competenze alla responsabilità condivisa tra imprese, scuola e istituzioni. “Il 68% dei 350 studenti intervistati con l’Università di Bari ci dice che rimarrebbe volentieri a Taranto se ci fossero condizioni dignitose”, ha ricordato. “Per noi è una grande responsabilità: il sistema Its è centrale per accompagnare i giovani al lavoro e dotarli di competenze aderenti alle esigenze delle imprese”. Mancino ha richiamato anche il dato più critico: “Chi prevede nuove assunzioni indica il mismatch come principale ostacolo. Gli Its, che offrono una visione d’insieme dei cambiamenti del territorio, sono uno strumento fondamentale per colmare questo gap”. Ha ringraziato i referenti degli undici Its pugliesi presenti, sottolineando il lavoro di rete costruito anche grazie all’impegno di Silvio Busico, e ha ribadito la necessità di una narrazione positiva della transizione in atto: “Connettere pubblico e privato è l’antidoto migliore per superare questa fase. Taranto cresce nei servizi, nella logistica, nella blue economy, nell’innovazione: gli Its possono accompagnare questa diversificazione”.
La dirigente della Sezione Istruzione e Università della Regione Puglia, Maria Raffaela Lamacchia, ha illustrato le priorità regionali per il potenziamento delle Its Academy. “La Regione ha creduto negli Its sin dalla fase pre-Pnrr”, ha spiegato. “Il modello pugliese è riconosciuto a livello nazionale perché funziona come sistema: Regione e Fondazioni collaborano in modo efficace”. Lamacchia ha evidenziato la necessità di consolidare l’offerta oltre la fase sperimentale, integrandola stabilmente con università e formazione tecnica. Centrale il ruolo delle imprese: “Nel modello Its non sono solo soggetti che assumono ma partecipano fin dall’inizio alla progettazione, indicando le competenze necessarie nei settori di sviluppo”. Un’impostazione che, per Taranto, significa accompagnare la transizione industriale e occupazionale con percorsi formativi mirati e investimenti coerenti.
In sala, i rappresentanti degli undici Its pugliesi hanno portato esperienze concrete dai settori della logistica, meccatronica, agroalimentare, digitale, mostrando come la formazione tecnica superiore stia già rispondendo alla domanda di profili specializzati e come molti studenti trovino occupazione prima del diploma. Un mosaico di testimonianze che ha confermato la direzione tracciata: gli Its non sono un’alternativa minore, ma una delle infrastrutture decisive per costruire il futuro produttivo del territorio. Taranto, oggi, sembra avere gli strumenti per trasformare questa consapevolezza in una strategia stabile.