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La vicenda della chiusura anticipata dell’asilo nido “Mar Grande” sembra arrivare al suo epilogo. Nelle scorse ore Marina Militare e “ABC English School” di Taranto – scuola paritaria situata nel centro cittadino – hanno siglato un accordo che consentirà ai bambini iscritti al nido militare di completare l’anno educativo fino al 31 luglio e di avviare regolarmente il prossimo, con la possibilità di frequentare anche nel mese di settembre.


La decisione è stata illustrata nel corso di un incontro tenutosi direttamente al nido “Mar Grande”, alla presenza dei genitori, del Comando Interregionale Marittimo Sud e del direttore didattico della scuola paritaria, Simon Izzo. Quest’ultimo ha presentato «con trasparenza e competenza» il programma educativo, che prevede anche un primo approccio alla lingua inglese, assicurando «massima professionalità e il giusto supporto, anche psicologico, per accompagnare i bambini nel delicato passaggio verso un nuovo ambiente».
Il cambio di rotta arriva dopo le perplessità sollevate dall’USIM – Unione Sindacale Italiana Marina – sulla struttura privata inizialmente individuata come soluzione temporanea. In una nota inviata il 28 maggio al Comando Interregionale Marittimo Sud e, per conoscenza, allo Stato Maggiore della Marina, il sindacato aveva evidenziato che, secondo gli atti pubblicati dal Comune di Taranto, quella struttura risultava autorizzata per un numero di bambini inferiore rispetto agli attuali frequentanti del nido militare. «Una strada non percorribile», aveva scritto l’USIM, perché avrebbe violato l’autorizzazione comunale e le normative regionali, con possibili ripercussioni sulla sicurezza dei piccoli e sulle famiglie impegnate nelle procedure di rimborso del bonus asilo nido INPS.
La nuova soluzione, invece, viene accolta positivamente. «Restituisce serenità alle famiglie e ai colleghi, molti dei quali prossimi a lunghi periodi di missione lontano dai propri piccoli», afferma l’USIM, sottolineando come l’alternativa individuata permetta ai bambini di «mantenere il proprio gruppo di compagni», riducendo così il disorientamento legato al cambio delle figure educative.
Il sindacato apprezza anche lo sforzo economico sostenuto dalla Marina Militare, che ha deciso di sollevare le famiglie dal pagamento della retta per i mesi interessati e di garantire un servizio con orari compatibili con le esigenze del personale, «compreso il sabato mattina».
«Con questa iniziativa – conclude l’USIM – confermiamo il nostro impegno nella tutela concreta del personale militare e delle loro famiglie, chiedendo trasparenza, chiarezza amministrativa e piena garanzia dei diritti dei bambini e dei genitori coinvolti». Il sindacato resta comunque in attesa di un riscontro ufficiale dell’Amministrazione alla richiesta di chiarimenti e continuerà a monitorare l’evolversi della situazione.

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