CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
È stata una mattina luminosa e già calda, quella che oggi – martedì 2 giugno – ha accolto Taranto nella sua piazza più simbolica, Piazza della Vittoria, trasformata in un grande abbraccio tricolore.
Le bandierine sventolate senza sosta dagli alunni dell’Istituto comprensivo “Galileo Galilei”, il bianco delle uniformi, il passo cadenzato dei reparti schierati, la Fanfara del Comando interregionale marittimo Sud che apriva e chiudeva i momenti solenni: tutto contribuiva a restituire alla Festa della Repubblica il suo carattere più autentico, popolare e condiviso.
Attorno al monumento ai Caduti, cuore della cerimonia, si sono raccolte le massime autorità civili, militari e religiose: il prefetto di Taranto Ernesto Liguori, il comandante del Comando interregionale marittimo Sud, ammiraglio di squadra Andrea Petroni, l’arcivescovo mons. Ciro Miniero, il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, il vicesindaco di Taranto Mattia Giorno e i rappresentanti degli altri 28 Comuni ionici. In piazza anche il questore Davide Michele Sinigaglia, i rappresentanti delle forze dell’ordine, le associazioni combattentistiche, l’Anpi e numerosi cittadini che hanno scelto di vivere insieme l’ottantesimo anniversario della Repubblica.
È stato il prefetto Liguori a leggere il messaggio che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato ai prefetti d’Italia, un testo denso e vibrante che ha attraversato la piazza come un richiamo alla responsabilità collettiva. Il Capo dello Stato ha ricordato come «il 2 giugno 1946 il voto del popolo italiano segnò una svolta nella storia del Paese», sottolineando che la Repubblica nacque da «un corale e sincero esercizio di democrazia» e che protagoniste furono anche le donne, chiamate per la prima volta alle urne. Mattarella ha richiamato il valore dell’impegno quotidiano delle istituzioni, delle Prefetture, dei corpi intermedi, di quanti operano per la coesione sociale, ribadendo che «consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini» è un compito permanente della vita repubblicana.
Dopo la lettura del messaggio, il momento più solenne: la deposizione della corona di alloro ai piedi del monumento ai Caduti, benedetta poco prima dall’arcivescovo Miniero. A compiere il gesto sono stati il prefetto Liguori e l’ammiraglio Petroni, insieme al presidente della Provincia Palmisano e al vicesindaco Giorno, mentre la Fanfara intonava l’“Onore ai Caduti” e gli studenti della Galilei, già protagonisti dell’inno nazionale, continuavano a sventolare le bandierine tricolori.
A chiudere la cerimonia, la consegna delle 18 Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite dal Presidente della Repubblica a cittadini della provincia «benemeriti nella Pubblica Amministrazione, nelle attività private, nel volontariato, nella cultura e nell’arte». Tra gli insigniti figurano, tra gli altri, l’ammiraglio di squadra Salvatore Vitiello (Grande Ufficiale), Francesco Cavallo (Commendatore), il contrammiraglio Francesco Milazzo (Ufficiale), e numerosi cittadini nominati Cavalieri: Angelo Raffaele Cagnazzo, Daniela Cinquepalmi, Rosanna Locorotondo, Giuseppe Maldarizzi, Antonio Monticelli, Luigi Riso, Cosimo Rodia, Fabio Cucci, Raffaele Fiori, Angelo Gaeta, Maria Laterza, Antonio Massaro, Luca Soltesz, Mauro Ungaro, Cosimo Gigante e Francesca Perrini.
La giornata repubblicana, però, non si esaurirà in piazza. Avrà un epilogo in serata al Teatro Fusco, messo a disposizione dal Comune, con il concerto della Fanfara di presidio del Comando Interregionale Marittimo Sud: un appuntamento solenne e musicale che chiuderà la celebrazione nel segno dell’armonia e della memoria condivisa. Anche qui saranno protagonisti gli studenti: una rappresentanza dell’Istituto “Liside Cabrini”, che ha approfondito lo studio della Costituzione, offrirà una riflessione sul significato della ricorrenza «a conclusione del percorso svolto».
Al termine della cerimonia, le parole raccolte da Cronache Tarantine hanno restituito il senso profondo della giornata. Il prefetto Liguori ha ricordato che la Festa della Repubblica è «una ricorrenza fondamentale, ispirata ai valori della Costituzione, dell’uguaglianza, della libertà e della solidarietà», sottolineando l’importanza di parlare ai giovani e di coltivare la partecipazione democratica. L’ammiraglio Petroni ha rimarcato il ruolo delle Forze Armate «a garanzia della Repubblica, impegnate da sempre nei teatri di crisi e al servizio dei cittadini più fragili». Il vicesindaco Giorno ha legato la ricorrenza all’ottantesimo anniversario del voto alle donne, ricordando che «la Repubblica è la casa di tutte e tutti, e i diritti conquistati vanno difesi ogni giorno».
Tre voci diverse, unite da un unico filo: la consapevolezza che la Repubblica non è soltanto una data sul calendario, ma un impegno quotidiano, un patto civile che continua a vivere nella partecipazione, nella memoria e nella responsabilità di ciascuno.