CRONACHE TARANTINE
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Le segreterie provinciali e regionali di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Puglia e Basilicata alzano il livello dello scontro con Natuzzi, denunciando «un grave e inaccettabile atteggiamento aziendale» che, a loro dire, smentisce gli impegni assunti ai ministeri del Lavoro e del Made in Italy.
La tensione è esplosa durante l’incontro tenuto nella giornata di ieri, giovedì 4 giugno, al Consiglio regionale della Puglia, dove l’azienda ha comunicato la chiusura immediata di tre stabilimenti – Graviscella e PS, con dodici mesi di fermo produttivo – e il trasferimento di ulteriori volumi in Romania. Una decisione che, secondo i sindacati, contraddice quanto concordato in sede di modifica della Cigs, «espressamente legata alla sola causale del calo dei volumi e al mantenimento del lavoro in Italia».
Le organizzazioni sindacali parlano di scelte unilaterali, prese «senza alcun reale confronto» con le rappresentanze dei lavoratori e presentate come «immodificabili» dalla direzione aziendale. Una modalità che, denunciano, aggrava ulteriormente una vertenza già segnata da mesi di tensioni, mobilitazioni e appelli alle istituzioni. «Siamo di fronte a decisioni già assunte, che ignorano completamente il ruolo delle Rsu e delle Rsa», affermano, sottolineando come l’intero perimetro industriale rischi ora di essere compromesso.
Alla luce di quanto accaduto, i sindacati annunciano l’intensificazione delle iniziative di protesta «a difesa degli stabilimenti, dei livelli occupazionali e dei volumi produttivi realizzati in Italia». Una mobilitazione che coinvolgerà tutte le sigle e tutte le sedi, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali. «Chiediamo l’immediato intervento di tutte le istituzioni», dichiarano, ricordando che l’11 giugno è previsto un nuovo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
In vista di quella data, le organizzazioni sindacali consulteranno lavoratrici e lavoratori per organizzare un presidio contro «ogni scelta unilaterale effettuata dalla Natuzzi». Una protesta che si preannuncia ampia e determinata, in un clima che le sigle definiscono ormai «insostenibile» e che mette a rischio il futuro di centinaia di famiglie tra Puglia e Basilicata.
Filippetti (Pd): “Chi ha reso grande Natuzzi oggi non può essere abbandonato”
«Esprimo piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori Natuzzi, alle RSU e alle organizzazioni sindacali che stanno difendendo con determinazione il futuro occupazionale e produttivo della nostra terra».
Ad affermarlo è la segretaria provinciale del Pd, Anna Filippetti, secondo la quale la decisione di chiudere stabilimenti e trasferire ulteriori produzioni all’estero «rappresenta un colpo durissimo per il territorio ionico e per l’intero Mezzogiorno. È una scelta che alimenta la desertificazione industriale e mette a rischio centinaia di famiglie».
È opinione della segretaria provinciale Pd che Natuzzi non può dimenticare «che la sua storia, il suo prestigio e il suo successo sono stati costruiti grazie al lavoro, alla professionalità e ai sacrifici di migliaia di donne e uomini. Le risorse umane non sono pedine da spostare secondo logiche finanziarie: sono il patrimonio più prezioso dell’azienda».
Ragion per cui Filippetti chiede che l’azienda rispetti gli impegni assunti nelle sedi istituzionali «e apra immediatamente un confronto vero con le rappresentanze dei lavoratori. Il Partito democratico della provincia ionica – conclude la segretaria provinciale - sarà al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie in questa battaglia, perché non c’è futuro per un territorio che rinuncia al valore del lavoro».
Pagano (PD): "Smentiti gli impegni assunti. Decisione inaccettabile. Governo intervenga subito”
"Natuzzi annuncia la chiusura di tre stabilimenti e la delocalizzazione della produzione in Romania, smentendo nei fatti gli impegni assunti solo pochi giorni fa in sede ministeriale. I vertici aziendali continuano a restare sordi dinanzi alle legittime richieste di lavoratori, sindacati e istituzioni e tutto ciò è francamente inaccettabile.”
Così Ubaldo Pagano, presidente della I Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Puglia.
"Ancora una volta — prosegue il dem — ci troviamo davanti a decisioni unilaterali, assunte all’improvviso e senza il minimo confronto con i dipendenti e le loro rappresentanze. Decisioni che pesano come macigni su centinaia di lavoratrici e lavoratori, sulle loro famiglie e su un territorio già provato da tante crisi industriali. Non è tollerabile che un’impresa cambi continuamente gli impegni assunti con le istituzioni e mantenga un atteggiamento di chiusura totale con i propri dipendenti nonostante tutti gli sforzi fatti in questi mesi di intensificazione della crisi. Il Governo nazionale deve intervenire, e deve farlo immediatamente. Al tavolo convocato per l'11 giugno al MIMIT pretendiamo risposte concrete sulla tenuta del perimetro industriale, dei livelli occupazionali e produttivi negli stabilimenti meridionali.”