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Nel dibattito sulle grandi opere viarie del territorio ionico torna al centro la Bradanico‑Salentina, infrastruttura attesa da anni e considerata strategica per la mobilità dell’area orientale della Puglia.
A riaccendere i riflettori è il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, che questa mattina ha incontrato i tecnici di Anas per fare il punto sullo stato dell’opera e avanzare una proposta immediatamente operativa.
«Continua il nostro impegno per garantire che questa arteria venga realizzata e messa a disposizione dei cittadini», ha dichiarato Iaia al termine della riunione. Il parlamentare ha illustrato una soluzione transitoria che consentirebbe di aprire già nei prossimi mesi il tratto oggi non fruibile, in attesa del completamento del cavalcavia nel segmento Manduria–San Pancrazio. «La proposta – ha spiegato – consiste nell’aprire il tratto di strada attualmente non utilizzabile, così da permettere l’accesso sin dai prossimi mesi».
Secondo Iaia, da Anas sarebbe arrivato un riscontro incoraggiante: «Entro la fine dell’anno, l’arteria che va da San Marzano, passando per Sava e arrivando a Manduria, sarà aperta all’utenza». Una previsione che, se confermata, rappresenterebbe un passo avanti significativo per un’infrastruttura rimasta per troppo tempo sospesa tra attese e rallentamenti. Parallelamente, ha assicurato il deputato, «i lavori per la realizzazione del cavalcavia proseguiranno, garantendo il completamento di un tratto fondamentale per la viabilità della zona».
Iaia rivendica un impegno costante per il territorio ionico, legato alla volontà di trasformare il consenso raccolto in risultati concreti: «Vogliamo che il sostegno ottenuto in questi anni si traduca in opere e servizi reali per la comunità. Continueremo a lavorare instancabilmente per il bene del territorio».
La Bradanico‑Salentina, nelle intenzioni del parlamentare e dei tecnici coinvolti, è destinata a diventare uno snodo viario essenziale per la Puglia, capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini e sostenere lo sviluppo economico dell’area. Un obiettivo che, dopo anni di attese, sembra ora più vicino.