CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 5 giugno, nella sede di via Dario Lupo, Confindustria Taranto ha ospitato un confronto fitto e diretto tra la sezione Sanità privata dell’associazione e l’assessore regionale alla Sanità e al Benessere, Donato Pentassuglia.
Un incontro definito da molti dei presenti come “necessario”, sia per la fase delicata che attraversa il sistema sanitario pugliese, sia per il ruolo crescente che il privato accreditato riveste nell’erogazione dei servizi. Attorno al tavolo, oltre all’assessore, il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma, la presidente della sezione Sanità Rossella Sergio, e il direttore generale uscente dell’Asl Taranto Vito Gregorio Colacicco.
Nel corso della riunione, la presidente Sergio ha consegnato all’assessore un promemoria con le principali richieste delle 23 strutture private accreditate che fanno parte della sezione Sanità privata di Confindustria. Tra le proposte, l’estensione al privato accreditato del sistema di controllo sulle assenze dei pazienti alle prestazioni prenotate, già in vigore per le strutture pubbliche. «Quando un paziente non si presenta a un esame – ha spiegato Sergio – si genera un danno per chi invece ne ha necessità. Chiediamo di poter applicare lo stesso meccanismo anche alle nostre strutture, così da recuperare risorse da reinvestire in nuove prestazioni».
Altro nodo riguarda le apparecchiature di ultima generazione acquistate da molte strutture ma non ancora contrattualizzate. «Abbiamo investito in tecnologie avanzate – ha aggiunto – ma non possiamo ancora metterle a disposizione dei pazienti. Ci limitiamo all’attività privata, mentre potremmo contribuire in modo concreto al sistema pubblico». La presidente ha poi richiamato il piano regionale di abbattimento delle liste d’attesa 2026‑2028, evidenziando come nei primi quattro mesi dell’anno le strutture pubbliche abbiano recuperato 105 mila prestazioni «tutte a carico del servizio pubblico, con personale già sotto pressione». «Noi – ha sottolineato – lavoriamo a un terzo della nostra capacità e potremmo alleggerire il carico del pubblico, garantendo tempi rapidi e costi certi».
Tra le richieste anche una maggiore trasparenza nei flussi tra pubblico e privato e una riorganizzazione della fisioterapia territoriale, per evitare che i pazienti siano costretti a spostarsi da un comune all’altro. «Chiediamo – ha detto Sergio – di riservare una quota delle prestazioni alle persone del territorio di appartenenza, così da rendere più accessibili i servizi».
Durante l’incontro è intervenuto anche un rappresentante del settore dei servizi domiciliari, che ha segnalato i ritardi nelle gare regionali per l’ossigenoterapia e la ventilazione assistita. «Ci sono procedure che impiegano fino a tre anni per entrare in esecuzione – ha spiegato – con costi energetici e di gestione ormai fuori scala rispetto ai prezzi fissati nei bandi. Serve maggiore rapidità e coerenza nelle scelte, perché parliamo di servizi salvavita».
Ma il cuore dell’incontro è stato l’intervento dell’assessore Pentassuglia, che ha affrontato con toni franchi e diretti i nodi strutturali della sanità pugliese. «Il privato accreditato deve essere integrato nel sistema – ha detto – ma dobbiamo guardare a tutti gli aspetti, senza semplificazioni. Le liste d’attesa non si risolvono con slogan: servono organizzazione, rifunzionalizzazione e una qualificazione della spesa». Ha ricordato che l’86% del bilancio regionale è assorbito dalla sanità e che «il sottofinanziamento del Fondo sanitario nazionale pesa come un macigno: nel 2023 mancano 316 milioni, nel 2024 309, nel 2025 94. È un disequilibrio che ha costretto la Regione a ritoccare l’Irpef, e non è corretto».
Pentassuglia ha poi richiamato il contesto demografico ed economico: «La popolazione invecchia, i servizi aumentano, i giovani diminuiscono. La Puglia ha perso centomila abitanti: significa 200 milioni in meno di quota pro capite. E l’impatto dei costi energetici è devastante: il gas è aumentato del 25% in tre mesi, la benzina del 17%. Sono dati del governo, non miei».
A margine dell’incontro Pentassuglia ha dedicato ampio spazio anche al tema del nuovo ospedale San Cataldo. «Non capisco perché sia diventato un nervo scoperto – ha detto –. La relazione sulle grandi attrezzature indica settembre‑ottobre 2027 per certificazioni e collaudi. Se tutti rispettano i tempi, nel primo trimestre 2028 potremo trasferire Santissima Annunziata, Moscati e Grottaglie in un polo specialistico». Ma l’assessore ha avvertito: «Il vero tema è il personale. Taranto ha bisogno di una deroga: quell’ospedale va riempito di professionalità. Non possiamo continuare a lavorare con la pianta organica del 2004 meno l’1,4%. I ministeri ci controllano voce per voce: siamo in piano di rientro».
Pentassuglia ha insistito anche sulla necessità di completare case della salute e ospedali di comunità: «Non parliamo solo di ospedali. Se non riempiamo il territorio, non reggeremo. E nessuno potrà dire che non lo sapeva».
Il presidente Salvatore Toma ha sottolineato l’importanza del dialogo avviato: «Non chiediamo soluzioni immediate, ma un gioco di squadra. L’assessore non ha una bacchetta magica, ma insieme possiamo individuare le strade più percorribili». Ha annunciato la consegna di un documento con le criticità e le proposte operative «per costruire sinergie concrete tra pubblico e privato».