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Nella vertenza Natuzzi, azienda e sindacati hanno chiesto alla Regione Puglia di ospitare il confronto sulla gestione della Cigs in scadenza a fine anno, dopo l’accordo del 19 maggio al Ministero del Lavoro.
Il tavolo del 4 giugno, presieduto dal Comitato Sepac guidato da Leo Caroli, non ha però portato a un’intesa: Natuzzi ha confermato il trasferimento del 15% delle attività produttive in Romania, una condizione ritenuta «inaccettabile» dalle organizzazioni sindacali.
Nonostante le distanze, dal confronto sono emersi tre spiragli utili a mantenere aperto il dialogo in vista del tavolo dell’11 giugno al Mimit. Il primo riguarda l’impegno dell’azienda a convocare urgentemente RSU e RSA, prima dell’incontro ministeriale, per discutere esclusivamente i calendari della Cigs, rinviando i temi più divisivi – reshoring e riorganizzazione degli stabilimenti – alla riunione con il ministro Urso sul piano industriale complessivo.
Il secondo spiraglio riguarda le politiche di incentivazione all’esodo: Natuzzi ha messo a disposizione 6 milioni di euro per un piano sperimentale che prevede un’indennità fino a 50mila euro per i lavoratori che aderiranno volontariamente. Le uscite saranno accompagnate da una misura regionale di politica attiva con percorsi formativi da 400 ore e un’indennità di frequenza di 6 euro l’ora. Il Sepac ha inoltre previsto un tavolo di monitoraggio entro tre mesi per valutare adesioni, efficacia e possibili correttivi.
Il terzo elemento positivo è l’annuncio della cessione dello stabilimento dismesso di Ginosa a un’importante azienda pugliese del settore gomma-plastica, con l’assunzione iniziale di 40 lavoratori provenienti dal bacino Natuzzi. Arpal Puglia ha inoltre comunicato l’interesse di altre imprese della filiera del mobile imbottito a selezionare ulteriori 40-50 lavoratori, attivando un progetto dedicato al matching delle candidature. Un nuovo incontro sulle proposte industriali è già fissato per il 16 giugno.
«Quella di Natuzzi è una vertenza complessa e delicata – commenta l’assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Eugenio Di Sciascio – ma i segnali di apertura emersi dal tavolo sono importanti». Di Sciascio definisce «positivo» l’impegno dell’azienda a incontrare RSU e RSA prima dell’11 giugno, pur ribadendo la delicatezza del tema del trasferimento delle attività all’estero. «La Regione continuerà a fare la propria parte per tutelare l’occupazione, salvaguardare il presidio industriale e sostenere il futuro della filiera del mobile imbottito». L’auspicio, conclude, è che Natuzzi arrivi al tavolo ministeriale con «un piano industriale capace di tenere insieme sostenibilità aziendale e tutela del lavoro».
De Palma (FI): “Il tavolo dell’11 giugno al Mimit momento di verità”
“Le notizie sul futuro di Natuzzi destano forte preoccupazione. Dopo anni di sostegno pubblico, ammortizzatori sociali e tavoli istituzionali finalizzati a salvaguardare la produzione in Italia, appare difficile comprendere una strategia che rischia di tradursi in una pesante riduzione della presenza industriale nel nostro Paese”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia Vito De Palma.
“Lo Stato, le Regioni e i lavoratori hanno garantito negli anni un sostegno costante all’azienda. Per questo sarebbe inaccettabile che il futuro di oltre 1.700 famiglie venga sacrificato da scelte orientate esclusivamente alla delocalizzazione produttiva”, aggiunge.
“Il tavolo convocato l’11 giugno presso il Mimit dovrà rappresentare un momento di verità. L’azienda chiarisca le proprie intenzioni e presenti un piano industriale credibile che tuteli occupazione, produzione e Made in Italy. Auspico un ripensamento rispetto alle decisioni annunciate. Chi ha beneficiato per anni del sostegno pubblico non può voltare le spalle ai territori che hanno contribuito alla crescita del marchio”, prosegue De Palma.
“Non farò mancare il mio impegno istituzionale e politico a difesa dei lavoratori e delle loro famiglie, affinché venga salvaguardato un patrimonio produttivo strategico per il Mezzogiorno e per l’Italia”, conclude.