CRONACHE TARANTINE
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La coordinatrice del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Taranto, Silvia Alfino, accende i riflettori su un tema spesso ignorato quando si parla di imprenditoria femminile: il valore del tempo.
«Si citano incentivi, bandi e numeri, ma molto meno si parla di ciò che incide davvero sulla sostenibilità del lavoro autonomo femminile: il carico invisibile che pesa sulle donne», afferma. Un fenomeno che nel territorio ionico assume dimensioni significative: nella provincia di Taranto le imprese femminili sono oltre 12mila, circa un quarto del tessuto imprenditoriale locale, una percentuale superiore alla media nazionale. Di queste, più di 1.300 sono imprese artigiane guidate da donne, attive nei servizi, nella manifattura, nel benessere, nell’agroalimentare e nelle professioni.
Secondo l’analisi del Movimento Donne Impresa, molte imprenditrici affrontano non solo mercato, costi e burocrazia, ma anche una frammentazione continua del proprio tempo. «Il lavoro non finisce con la giornata professionale: alla gestione dell’impresa si sommano responsabilità familiari e organizzative che gravano ancora in larga parte sulle donne», spiega Alfino. È il cosiddetto “carico invisibile”, fatto di pianificazione, coordinamento e gestione mentale, un’attività che non compare nei bilanci ma che incide sulla capacità di crescere, innovare e sviluppare nuove opportunità. «Per molte imprenditrici il vero capitale da difendere non è solo economico, è il tempo mentale», sottolinea.
La riflessione si allarga al futuro economico del territorio. «Le donne continuano ad avviare imprese e rappresentano una componente strutturale dello sviluppo locale. La sfida è accompagnarne la crescita», osserva Alfino, ricordando come molte realtà femminili dispongano di competenze importanti ma fatichino a consolidarsi. In un’area attraversata dalla transizione industriale, digitale ed energetica, favorire la piena partecipazione femminile significa valorizzare una parte decisiva del capitale umano della provincia.
Dall’analisi emergono anche alcune proposte operative: un Osservatorio permanente sull’imprenditoria femminile tarantina, il monitoraggio della presenza delle donne nei processi di transizione in corso e la creazione di una rete stabile tra imprenditrici per condividere esperienze e opportunità. Tra le iniziative più innovative c’è il “Bilancio del Tempo delle Imprenditrici Tarantine”, che Confartigianato avvierà entro il mese. «Vogliamo misurare quanto tempo venga assorbito dall’impresa, dalla famiglia e dal lavoro organizzativo invisibile. Ciò che non si misura non si può migliorare», spiega Alfino. I risultati confluiranno in un report territoriale utile a orientare politiche e interventi futuri.
«Le donne non chiedono scorciatoie, chiedono condizioni che permettano di esprimere pienamente competenze e capacità imprenditoriali», conclude la coordinatrice. «L’imprenditoria femminile non è marginale: è una delle risorse più importanti su cui costruire una Taranto moderna, competitiva e capace di affrontare le sfide del futuro. Ogni impresa femminile che cresce è una risorsa per l’intera comunità. Per questo il tema riguarda tutti: riguarda il futuro economico e sociale della nostra provincia».