CRONACHE TARANTINE
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La decisione della Regione Puglia di sospendere la presentazione delle domande per PIA e MiniPIA nel territorio ionico continua a far discutere, e tra le voci più critiche si aggiunge quella di Confapi Taranto, che in una nota diffonde tutta la sua preoccupazione per una scelta definita «inadeguata, inopportuna e dannosa» per il tessuto produttivo locale.
L’associazione degli industriali non nasconde il disappunto per un provvedimento che arriva in un momento particolarmente delicato per le imprese tarantine, impegnate in percorsi complessi di diversificazione, riconversione e innovazione.
Secondo Confapi, il blocco deciso dalla Regione — pur motivato dall’esigenza di un riallineamento tecnico-finanziario degli strumenti agevolativi a fronte dell’elevatissimo numero di candidature — rischia di colpire proprio quelle aziende che stavano completando la documentazione necessaria per accedere ai finanziamenti. «Non può non esser considerata inadeguata, inopportuna e dannosa», si legge nella nota, che sottolinea come la sospensione arrivi mentre molte imprese avevano già investito tempo e risorse per predisporre le domande.
A lasciare perplessi, osserva l’associazione, è anche il fatto che i fondi JTF — il Just Transition Fund destinato ai territori in transizione — risultano disponibili e pensati proprio per aree come quella tarantina. «Non è accettabile che, ancora una volta, si scarichino sulle spalle degli imprenditori le conseguenze di decisioni non solo improvvise, ma anche apparentemente sprovviste di un adeguato coordinamento», afferma Confapi, che teme un ulteriore rallentamento in un territorio già segnato da numerose vertenze socio-economiche e industriali.
L’associazione propone alla Regione un percorso alternativo, più equilibrato e rispettoso del lavoro svolto dalle imprese e dai professionisti del territorio. In particolare, chiede di verificare — attraverso consulenti e tecnici — quali aziende fossero già pronte alla presentazione delle domande, consentendo loro di completare l’iter; di permettere la consegna delle pratiche già in fase avanzata; e di prorogare i termini di almeno 30 giorni per garantire pari opportunità e certezza operativa. Una serie di misure che, secondo Confapi, eviterebbe di penalizzare chi aveva già investito nella preparazione della documentazione.
«Le imprese tarantine stanno affrontando un percorso difficile, tra transizione industriale, accesso al credito e necessità di investire in innovazione», ricorda l’associazione, sottolineando come la sospensione degli strumenti di sostegno, anche solo temporanea, «abbia un solo significato: rallentare la ripartenza di un intero territorio».
Confapi Taranto conclude ribadendo la propria disponibilità a collaborare con la Regione Puglia per individuare soluzioni rapide e condivise, «nell’interesse delle imprese e dello sviluppo dell’area ionica». Una disponibilità che suona come un invito al dialogo, ma anche come un monito: il territorio non può permettersi ulteriori frenate.