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La CISL FP richiama l’attenzione dei Comuni della provincia di Taranto sull’opportunità offerta dai finanziamenti ministeriali destinati alla videosorveglianza urbana, invitando le amministrazioni a non perdere un’occasione che potrebbe rafforzare sicurezza, prevenzione e tutela dei lavoratori.
Il Decreto del Ministero dell’Interno del 22 aprile 2026 mette infatti a disposizione 19 milioni di euro per l’installazione di nuovi sistemi di controllo nei territori comunali. «È un’opportunità che va colta con la massima attenzione», afferma Fabio Ligonzo, del Coordinamento Enti Locali CISL FP Taranto Brindisi, ricordando che possono presentare domanda i Comuni e le loro forme associative che abbiano sottoscritto i Patti per la sicurezza con la Prefettura.
Secondo il sindacato, però, non basta prendere atto del decreto: «Gli enti devono muoversi subito», avverte Ligonzo. «Verificare i requisiti, aggiornare i progetti, individuare le aree critiche, coinvolgere la Polizia Locale, prevedere la manutenzione degli impianti e trasmettere le richieste nei termini previsti». Il rischio, sottolinea, è che le risorse restino inutilizzate o che vengano presentati progetti deboli, «un errore grave in una provincia che ha bisogno di strumenti moderni per il controllo del territorio».
La CISL FP insiste sul fatto che la videosorveglianza non può essere considerata una soluzione isolata. «Le telecamere da sole non risolvono i problemi», spiega Ligonzo, che richiama la necessità di centrali operative funzionanti, personale formato, manutenzione costante e piena integrazione con le strategie di sicurezza urbana. Una posizione condivisa dal segretario territoriale Umberto Renna, secondo cui «la sicurezza urbana non si costruisce con annunci episodici», ma con una visione provinciale capace di affrontare fenomeni che riguardano non solo i grandi centri, ma anche i comuni medi e piccoli, le periferie, le aree commerciali e gli spazi pubblici frequentati da lavoratori e cittadini.
Il sindacato lega inoltre il tema della videosorveglianza alla tutela del personale comunale. «Gli operatori della Polizia Locale, gli addetti ai servizi esterni e chi lavora negli uffici aperti al pubblico hanno bisogno di condizioni più sicure», afferma Ligonzo. «La videosorveglianza può essere un supporto importante, ma non deve diventare un alibi per non assumere personale o non investire sulle dotazioni. Tecnologia e personale devono camminare insieme».
Per questo la CISL FP invita tutti i Comuni della provincia a verificare con urgenza la possibilità di presentare domanda alla Prefettura, predisponendo progetti coerenti con i bisogni reali dei territori. «Non trattate questo finanziamento come una pratica tecnica da lasciare chiusa in qualche ufficio», concludono Ligonzo e Renna. «È una questione politica, organizzativa e sociale. Dove c’è insicurezza si indeboliscono i servizi pubblici, si espongono i lavoratori e peggiora la qualità della vita dei cittadini. Le occasioni perse, poi, non si videosorvegliano: si pagano».