CRONACHE TARANTINE
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Le sanzioni piombate sulla città dopo la finale playoff di Massafra hanno imposto all’assessore Gianni Cataldino un intervento netto, quasi un atto dovuto verso una comunità che si sente colpita due volte: prima dagli episodi di violenza, poi da un provvedimento disciplinare giudicato sproporzionato.
«Sento il dovere istituzionale e politico di intervenire con forza a tutela della città di Taranto, della sua comunitità e delle sue legittime ambizioni sportive», afferma l’assessore, aprendo una riflessione che tiene insieme condanna, responsabilità e difesa dell’immagine cittadina.Cataldino non usa giri di parole. «I gravissimi episodi accaduti non ammettono alcuna giustificazione o scusante», scandisce, ricordando come l’inseguimento e l’aggressione a un atleta della propria squadra e il colpo inferto a un ufficiale di gara «escano dal perimetro dello sport per entrare in quello della criminalità e dell’ordine pubblico».
Per l’assessore, chi si rende protagonista di simili gesti «non è un tifoso, ma un soggetto che arreca un danno gravissimo e d’immagine all’intera comunità», cancellando con un attimo di follia i sacrifici sportivi ed economici di un’intera stagione. La città, però, non può essere identificata con quei pochi. Cataldino lo ribadisce con forza: «La stragrande maggioranza della tifoseria tarantina è civile, passionale e rispettosa delle regole». E proprio per tutelare questa maggioranza, l’Amministrazione guarda con fiducia al lavoro delle Forze dell’Ordine, già impegnate nell’acquisizione dei filmati e nell’identificazione dei responsabili, sui quali dovranno cadere «DASPO e provvedimenti penali con la massima severità consentita dalla legge». Parallelamente, il Comune si riserva di agire nelle sedi opportune «a tutela e difesa dell’immagine della città», in coerenza con la recente delibera che autorizza l’ente a costituirsi parte civile contro chi danneggia Taranto. «Taranto non tollera che il proprio nome sia ostaggio di frange violente», avverte l’assessore.
Ma se la condanna è totale, altrettanto totale è la contestazione del quadro sanzionatorio imposto dalla Lega Nazionale Dilettanti. Cataldino parla apertamente di «massacro sportivo», denunciando la sproporzione di un pacchetto di misure che comprende la squalifica dello Iacovone fino al 15 novembre, due mesi di porte chiuse in campo neutro, una pesante ammenda e soprattutto due punti di penalizzazione nel prossimo campionato di Eccellenza. «È un provvedimento del tutto sproporzionato. In altre occasioni e per squadre differenti il modello sanzionatorio non è stato il medesimo», osserva, lasciando intendere che la città si sente trattata con un rigore non applicato altrove.Il rischio, secondo l’assessore, è che a pagare siano proprio coloro che non hanno alcuna responsabilità: «Un’intera città e una tifoseria da categorie superiori non possono pagare un prezzo così alto, vedendo già pregiudicato il prossimo campionato prima ancora che venga compilato il calendario». Da qui l’appello alla società, la SS Taranto 2025, affinché impugni immediatamente il provvedimento «in ogni sede giudiziaria e federale possibile». L’Amministrazione, assicura Cataldino, sosterrà ogni iniziativa volta a mitigare la sanzione, cancellare la penalizzazione e difendere «il diritto della nostra città a competere ad armi pari e a rivendicare il proprio posto nel calcio che conta». Perché, conclude, «Taranto esige rispetto».