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Una vertenza che sembrava destinata a chiudersi nel peggiore dei modi si è invece trasformata, all’ultimo miglio, in una storia di resistenza collettiva e di futuro riconquistato.

A Taranto, dove ogni crisi industriale pesa come un macigno sulle famiglie e sulla fiducia del territorio, i 45 lavoratori della HIAB Italia hanno ottenuto ciò che per settimane è apparso un traguardo lontano: continuità occupazionale, tutela del reddito e una nuova prospettiva industriale. Un risultato che nasce da trenta giorni di presidio, di fabbrica occupata, di dignità difesa metro dopo metro.
Le segreterie provinciali di FIM, FIOM e UILM hanno annunciato che «si è conclusa positivamente la complessa vertenza relativa ai lavoratori della HIAB Italia S.r.l.», confermando la firma dell’accordo presso Confindustria Taranto. L’intesa sancisce il passaggio dell’intero personale alla nuova società subentrante, la NEXUS S.r.l., la NewCo partecipata in maggioranza da COSECO Industrie Group. Un passaggio che avverrà dal 1º luglio, in applicazione dell’art. 47 della Legge 428/1990 e nel pieno rispetto dell’art. 2112 del Codice civile, garantendo la continuità dei rapporti di lavoro e la salvaguardia di tutti gli elementi retributivi maturati.
«L’accordo garantisce ai 45 lavoratori il passaggio immediato e diretto in NEXUS S.r.l., senza alcuna interruzione della continuità occupazionale», sottolineano i sindacati, rimarcando come nessuno sia stato lasciato indietro nonostante la decisione della multinazionale di delocalizzare e chiudere definitivamente il sito ionico. Una scelta che aveva generato mesi di tensione, incertezza e paura, trasformati però in mobilitazione e coesione.
FIM, FIOM e UILM parlano apertamente di «grande soddisfazione» per un risultato che definiscono frutto del sacrificio e della determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori, capaci di sostenere la vertenza «presidiando e occupando la fabbrica per 30 giorni». Una mobilitazione che ha impedito lo smantellamento silenzioso di un pezzo di industria e ha costretto tutti gli attori a trovare una soluzione che tutelasse persone e competenze.
La firma dell’accordo, spiegano le organizzazioni sindacali, «dimostra che l’unità dei lavoratori e il confronto sindacale possono produrre risultati concreti». E segna, allo stesso tempo, la fine di una fase durissima per 45 famiglie e l’inizio di una nuova traiettoria industriale per Taranto, costruita nel rispetto dei diritti acquisiti e delle tutele contrattuali.
Il passaggio in NEXUS S.r.l. non è solo un atto amministrativo: è la prova che la mobilitazione collettiva può ancora cambiare il destino di un sito produttivo e che, anche in un territorio segnato da crisi e delocalizzazioni, la difesa del lavoro resta possibile quando la comunità operaia si muove compatta.

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