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Nel dedalo di vicoli, impalcature e cantieri che stanno cambiando il volto della Città Vecchia, Taranto vive in questi giorni due passaggi amministrativi che raccontano bene la doppia anima della rigenerazione urbana: da un lato il restauro complesso e programmato di un edificio storico, dall’altro l’urgenza di intervenire dove il tempo e l’abbandono hanno già presentato il conto. Due storie diverse, ma unite dallo stesso obiettivo: restituire sicurezza, dignità e futuro al cuore più antico della città.


Il primo tassello riguarda il Palazzo comunale di Largo Calò, uno degli interventi simbolo del programma PINQuA – Qualità dell’Abitare. Con una determina firmata l’8 giugno, il Comune ha approvato la perizia di variante n. 2, necessaria per adeguare il progetto alle prescrizioni della Soprintendenza e alle criticità emerse durante i lavori. Il Responsabile Unico del Progetto, l’ingegnere Giuseppe Spagnulo, ricostruisce un percorso che parte dalla proposta PINQuA ID361 e da un finanziamento complessivo di 3,5 milioni di euro, sostenuto da fondi PNRR e da un cofinanziamento della Cassa Depositi e Prestiti.
I sopralluoghi con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio hanno imposto alcune modifiche progettuali per tutelare il bene storico. Tra gli interventi principali figura l’eliminazione della scala tra primo e secondo piano, una scelta che, come si legge nella relazione, «evita demolizioni parziali dei solai, riduce i costi e consente la piena autonomia degli appartamenti». Ridefiniti anche gli infissi esterni, che saranno in legno con parte inferiore opaca “bugnata”, secondo criteri condivisi con la tutela. La variante comprende inoltre aggiornamenti agli impianti elettrici, meccanici e speciali, oltre a interventi di consolidamento strutturale, come il rinforzo delle scale. Tutte le modifiche sono raccolte in un nuovo pacchetto di elaborati tecnici, accompagnato dal Piano di Sicurezza e Coordinamento.
La Direzione Lavori ha certificato che le variazioni «non comportano alcun incremento dell’importo contrattuale né alterano l’equilibrio economico dell’appalto», ma richiedono un’estensione dei tempi. Il Comune ha quindi concesso una proroga di 120 giorni, ritenuta indispensabile per centrare i target PNRR: il milestone intermedio del 31 agosto 2026 e quello finale del 31 ottobre 2026. La determina ribadisce che le modifiche sono «nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione» e finalizzate alla corretta conservazione del bene vincolato. Il provvedimento non comporta variazioni di spesa e sarà pubblicato secondo le norme sulla trasparenza. Con questa approvazione, il Comune mette in sicurezza uno dei cantieri più rappresentativi del PINQuA, assicurando che il recupero proceda nel rispetto delle prescrizioni tecniche e dei tempi imposti.
A poche strade di distanza, però, la Città Vecchia mostra il suo volto più fragile. In via Garibaldi, dove negli ultimi anni si sono susseguiti crolli e segnalazioni di rischio, il Comune ha avviato un intervento urgente per la messa in sicurezza degli immobili pericolanti e la rimozione delle macerie. Con una determina firmata l’11 giugno, la Direzione Lavori Pubblici ha costituito gli organi del procedimento, affidando la responsabilità all’ingegnere Stefania Gerardo. La vicenda parte nel 2023, quando l’impresa impegnata in un cantiere privato adiacente, segnalò ai Vigili del Fuoco il pericolo di crollo di alcuni fabbricati confinanti. I sopralluoghi esclusero un rischio immediato, ma imposero interventi di messa in sicurezza prima della ripresa delle lavorazioni. Nel marzo 2025 un nuovo cedimento rese necessario interdire Vico Abbastante, aggravando ulteriormente la situazione.
Da allora si è susseguita una catena di atti urgenti: l’ordinanza commissariale del 4 aprile 2025 che imponeva ai proprietari di intervenire, la diffida dell’impresa privata al Comune, la disposizione del segretario generale che ordinava di attivare «tutti i provvedimenti necessari alla messa in sicurezza delle aree». Le particelle interessate ricadono inoltre nel programma di Social Housing della Città Vecchia, rendendo l’intervento ancora più strategico. Per l’operazione è stato stanziato un importo di 100.000 euro, destinato alla manutenzione straordinaria e alla rimozione delle macerie degli edifici crollati o a rischio. La Soprintendenza nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo ha già autorizzato i lavori, riconoscendone il carattere urgente.
L’obiettivo è avviare rapidamente la procedura di affidamento e intervenire su un’area che presenta «potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità».
Due atti diversi, uno programmato e uno emergenziale, che raccontano la stessa sfida: tenere insieme tutela, sicurezza e rigenerazione in un quartiere che vive sospeso tra fragilità e rinascita. Taranto prova a farlo un cantiere alla volta, con la consapevolezza che la Città Vecchia non è solo un luogo da recuperare, ma un patrimonio da proteggere e restituire alla comunità.

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