Image

L’appuntamento è per domani mattina, sabato 20 giugno, alle 9.30 sulla Circummarpiccolo, poco dopo il convento dei Battendieri, quando il progetto BioBlitz entrerà nella sua fase attiva con la seconda edizione di un monitoraggio che avrà come protagonisti soprattutto i cittadini.

A bordo delle canoe messe a disposizione dal Wwf Taranto, affiancati dai tecnici del Cnr e dell’Istituto Talassografico, i partecipanti trascineranno in acqua un piccolo dispositivo ovoidale in plastica, realizzato in stampa 3D e contenente una garza sterile, progettato dai ricercatori dell’Università Tor Vergata di Roma2. Lo strumento raccoglierà frammenti di Dna ambientale rilasciati dagli organismi marini, permettendo di fotografare in poche ore la biodiversità del Mar Piccolo, comprese le specie più elusive o difficili da osservare.
La presentazione dell’iniziativa si è svolta questa mattina, venerdì 19 giugno, nella sala riunioni della Prefettura di Taranto, alla presenza del Commissario straordinario del Governo per gli interventi di bonifica, Vito Felice Uricchio, del direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del Cnr, Francesco Petracchini, del direttore del Cnr‑IRBIM Gian Marco Luna, dei ricercatori del Talassografico Fernando Rubino e Antonella Petrocelli, di Maria Silvia Labriola dell’Università Tor Vergata, della professoressa Maria Casola dell’Università di Bari, responsabile scientifica della Carta del Mar Piccolo, del presidente del WWF Taranto Gianni De Vincentis e del responsabile scientifico di Calliope, Rodolfo Sardone. L’obiettivo, è stato spiegato, è quello di offrire alla cittadinanza l’opportunità di affiancare concretamente scienziati e istituzioni nel monitoraggio della biodiversità marina, trasformando la ricerca sul campo in uno strumento di formazione, informazione e tutela dell’ambiente.
«Il progetto consiste nel poter acquisire materiale genetico dal Mar Piccolo attraverso un piccolo dispositivo in stampa 3D che sarà trainato da canoe e sup», ha spiegato Uricchio, sottolineando come il Dna ambientale permetta di rilevare «tutto quello che gli organismi rilasciano nell’ambiente: muco, frammenti, feci e altro ancora». Grazie a questa tecnica, ha aggiunto, «potremo vedere tutte le specie presenti nel Mar Piccolo, anche quelle che normalmente non si osservano, e valutare l’eventuale arrivo di specie esotiche o invasive, intervenendo prima che si diffondano». Un metodo economico, rapido e prezioso, che consente anche di confrontare i dati con quelli dell’anno precedente e di aggiornare la Carta del Mar Piccolo. «Il mare è il termometro della salute del nostro pianeta», ha ricordato Uricchio, «e domani i cittadini saranno ricercatori per un giorno, attori principali di questa stazione di monitoraggio».
Sulla stessa linea il direttore del Dipartimento Cnr, Francesco Petracchini, che ha definito BioBlitz «un progetto importante perché coinvolge ricercatori e cittadini nella raccolta del Dna per caratterizzare le specie presenti». L’obiettivo, ha spiegato, è dimostrare «l’unicità del Mar Piccolo in termini di ricchezza e biodiversità marina» e rafforzare la presenza del Cnr sul territorio. «Crediamo nella valenza ambientale di Taranto e nelle opportunità di creare innovazione e lavoro attraverso la conoscenza scientifica legata alla sostenibilità e alla transizione ecologica».
Gian Marco Luna, direttore del Cnr‑IRBIM, ha ricordato come iniziative di citizen science come BioBlitz «avvicinino la ricerca alla cittadinanza» e rendano comprensibili anche concetti complessi come il Dna ambientale. «Oggi abbiamo la capacità di sequenziare genomi che un tempo sembravano un miraggio», ha detto, «e questo permette di ottenere una sorta di esame dello stato degli ecosistemi, individuando organismi che pensavamo scomparsi o nuovi arrivi che richiedono attenzione».
Fernando Rubino, primo ricercatore del Talassografico e ideatore dell’evento, ha spiegato che «l’anno scorso abbiamo coinvolto circa 60 cittadini con campionamenti più tradizionali, mentre quest’anno abbiamo deciso di andare oltre utilizzando una tecnica nuova e molto potente». Domani, ha aggiunto, «avremo una fotografia completa di tutto ciò che vive nell’acqua, dai microrganismi ai pesci», grazie a una partecipazione che si preannuncia ampia. «Le canoe sono limitate, ma organizzeremo più turni: faremo divertire tutti e raccoglieremo dati preziosi».
Per la professoressa Maria Casola, responsabile scientifica della Carta del Mar Piccolo, l’iniziativa ha anche un valore civico. «Il coinvolgimento dei cittadini non è solo un fatto tecnico», ha spiegato, «ma permette di ricostruire senso di appartenenza, fiducia e comunità. È uno strumento di gestione condivisa della tutela del Mar Piccolo, che per questo abbiamo voluto includere nel percorso partecipativo».
Rodolfo Sardone, responsabile scientifico di Calliope, ha definito BioBlitz «un evento iconico, diventato in soli due anni uno dei più importanti momenti di citizen science». La forza dell’iniziativa, ha detto, è che «non solo portiamo evidenze ai cittadini, ma li coinvolgiamo nella raccolta e nella comprensione dei dati, partendo da concetti complessi come la biodiversità e arrivando al Dna». Un coinvolgimento che, secondo Sardone, sta contribuendo a cambiare anche la percezione della città: «Se prima Taranto evocava immagini negative, oggi per me è il Mar Piccolo, un luogo che unisce acqua, biodiversità e salute umana».
Il presidente del WWF Taranto, Gianni De Vincentis, ha ricordato che «il Mar Piccolo è uno scrigno di biodiversità incredibile, spesso sconosciuto agli stessi tarantini». Per questo il WWF si considera «l’anello di congiunzione tra istituzioni e cittadini» e sostiene con convinzione iniziative che favoriscono monitoraggio, tutela e consapevolezza. «Vogliamo proteggere e conservare questo sito, che racchiude opportunità ambientali, turistiche e commerciali».
A chiudere, la ricercatrice Maria Silvia Labriola dell’Università Tor Vergata ha illustrato la sonda che sarà utilizzata domani. «È una sfera forata simile a quelle delle lavatrici, con all’interno una garza sterile che assorbe i frammenti di Dna rilasciati dagli organismi», ha spiegato. «È stata progettata per essere semplice, così da coinvolgere pescatori e cittadini nella raccolta dei dati. Una volta congelata, la garza permetterà di rilevare in laboratorio tutte le specie presenti nel punto di campionamento».
Domani, dunque, il Mar Piccolo diventerà un laboratorio a cielo aperto, dove scienza e cittadinanza si incontreranno per costruire una fotografia aggiornata della sua biodiversità e, soprattutto, per rafforzare il legame tra la comunità e il suo ecosistema più prezioso.

Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Gruppo Bitella
STONEG S.R.L.
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Pecoraro Hair Beauty
Franky
MtService
CM-TS S.R.L.
Gruppo Jolly
BUILD ENGINEERING
Flaminia
Flaminia
Flaminia
Flaminia