CRONACHE TARANTINE
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Nel momento in cui Taranto prova a ridefinire il proprio futuro, anche l’università compie una scelta di continuità e visione.
Il Dipartimento Jonico dell’Università di Bari Aldo Moro ha infatti confermato alla sua guida il professor Paolo Pardolesi, ordinario di Diritto privato comparato, che resterà direttore fino al 2030. Una decisione che non sorprende: negli ultimi quattro anni il Dipartimento in “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo” ha rafforzato il proprio ruolo nella vita civile, culturale e istituzionale della città, diventando un punto di riferimento nei processi di trasformazione del territorio.
La rielezione di Pardolesi arriva dunque dentro un percorso già tracciato, fondato sull’idea di un’università che non si limita a formare e produrre ricerca, ma che si assume la responsabilità di leggere i bisogni della comunità e di contribuire alla costruzione di politiche pubbliche. «L’università deve essere parte attiva del cambiamento», ha ribadito il direttore, richiamando la necessità di un approccio capace di tenere insieme competenze giuridiche, economiche, sociali e ambientali.
Studioso di rilievo nazionale, Pardolesi ha dedicato la propria attività scientifica ai temi dei contratti, della responsabilità civile e dell’analisi economica del diritto, affiancando alla ricerca un impegno istituzionale che negli anni gli ha valso riconoscimenti per il contributo offerto alla crescita culturale del territorio jonico.
Nel nuovo mandato, il direttore individua alcune priorità strategiche: la partecipazione dell’università al dibattito sulle grandi questioni che attraversano Taranto – dalla tutela dell’ambiente alle fragilità sociali, dalle sfide occupazionali alla costruzione di modelli di sviluppo sostenibile – e il consolidamento del dialogo con Comune, Provincia e Regione. «Ambiente, lavoro e inclusione sociale sono sfide decisive per il futuro del territorio», ha sottolineato, indicando la necessità di percorsi condivisi e di una collaborazione stabile tra istituzioni.
Il Dipartimento punta inoltre a rafforzare il proprio ruolo di motore di innovazione. Tra gli strumenti indicati figurano gli spin off universitari, le attività di conto terzi, i Contamination Lab dedicati all’imprenditorialità, gli Hackathon per la progettazione collaborativa e le iniziative di Public Engagement pensate per avvicinare la cittadinanza al patrimonio di conoscenze dell’ateneo.
Un’attenzione particolare sarà riservata all’Ufficio Placement, considerato un nodo cruciale per accompagnare studenti e laureati verso il mondo del lavoro, favorendo l’incontro tra competenze accademiche e fabbisogni del sistema produttivo.
La crescita del Dipartimento passa anche dalla costruzione di una rete di collaborazioni con le principali realtà del territorio: dal Polo Scientifico Tecnologico Ambientale al nascente Dipartimento di Medicina, dal Politecnico di Bari al Distretto Aerospaziale di Grottaglie, fino alla Marina Militare e al MArTA. Interlocutori ritenuti fondamentali per sviluppare progetti comuni e valorizzare le eccellenze locali.
Lo sguardo è rivolto anche alle opportunità che si aprono nei prossimi anni: le risorse del Just Transition Fund, gli investimenti legati ai Giochi del Mediterraneo 2026, le attività del Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile. Ambiti nei quali, secondo Pardolesi, l’università è chiamata a offrire competenze, capacità progettuale e visione.
La conferma del direttore segna dunque la continuità di un progetto che punta a rendere il Dipartimento Jonico sempre più parte integrante della vita della città, un luogo in cui formazione, ricerca e impegno civile si intrecciano per contribuire alla costruzione di un modello di sviluppo fondato su conoscenza, innovazione e sostenibilità.