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Quella che avrebbe dovuto essere una serata di festa, musica e leggerezza, con i Pet Shop Boys protagonisti sulla Rotonda Marinai d’Italia per il Medimex, si è trasformata in un ritorno a casa da incubo per migliaia di persone rimaste senza navette e senza alternative.

Un finale inatteso e amaro, che ha acceso polemiche e richieste di chiarimento da più fronti.
Kyma Mobilità, poche ore dopo il caos, ha diffuso una nota durissima in cui il management esprime «il più profondo rammarico» e porge «le più sentite scuse a tutti i cittadini, ai visitatori e agli organizzatori del Medimex per l’inaccettabile disservizio verificatosi ieri sera». L’azienda conferma che esisteva «un preciso e formale ordine di servizio» che prevedeva il prolungamento delle navette Park & Ride fino all’1.00, proprio per garantire un deflusso sicuro del pubblico. Eppure, alle 23.30 il servizio si è interrotto, «in violazione delle disposizioni impartite», lasciando «appiedate migliaia di persone» e creando «potenziali rischi per la gestione dell’ordine pubblico in una notte di grandissimo afflusso».
La dirigenza parla di «comportamento ingiustificabile» e annuncia l’avvio di «una rigorosa indagine interna» per ricostruire la catena dei fatti. «Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra», si legge nella nota, con la promessa di applicare «tutte le tutele e i provvedimenti disciplinari previsti dal CCNL», fino al licenziamento nei casi più gravi. Un passaggio che si chiude con un monito: «Taranto e i tarantini non possono essere ostaggio di comportamenti individuali o collettivi che calpestano i doveri civici». I responsabili, assicura l’azienda, «ne risponderanno in ogni sede opportuna».
Alle scuse di Kyma si sono subito affiancate le reazioni politiche. Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle Taranto parla di «ferita profonda per l’immagine turistica e l’efficienza della città» e definisce l’accaduto «un fatto inaccettabile» che ha rischiato di generare «serie problematiche di ordine pubblico». I pentastellati esprimono «totale sdegno» e puntano il dito contro «le costanti falle nella gestione dei servizi pubblici essenziali», legate anche alla mancata assunzione di personale operativo. Pur prendendo atto dell’indagine interna annunciata da Kyma, il M5S avverte: «Esigiamo che le responsabilità non vengano scaricate unicamente sull’ultimo anello della catena». Per il Movimento, il blackout organizzativo «evidenzia una chiara e lampante carenza di controllo, programmazione e vigilanza da parte di chi siede ai piani alti». Da qui la richiesta diretta al sindaco e all’assessore alla Mobilità affinché «i provvedimenti sanzionatori e di verifica politica vengano estesi alla Presidenza e all’intera Dirigenza di Kyma Mobilità». Perché, concludono, «Taranto non può ambire a essere una città turistica se non è capace di garantire nemmeno il ritorno ai parcheggi di interscambio».
Sulla stessa linea anche Francesco Battista, referente di Futuro Nazionale Taranto, che parla di «ennesima pagina negativa per il sistema della mobilità cittadina». Battista racconta di aver ricevuto «numerose segnalazioni da cittadini e visitatori» rimasti bloccati nonostante avessero seguito le indicazioni ufficiali e scelto il Park & Ride per contribuire a una mobilità più sostenibile. «È un episodio grave perché colpisce direttamente il rapporto di fiducia tra cittadini e trasporto pubblico», afferma, ricordando che non si può chiedere ai tarantini di lasciare l’auto a casa «se poi, nel momento del bisogno, il sistema non è in grado di garantire un servizio essenziale». Anche lui sottolinea che «la stessa azienda ha ammesso» che il servizio avrebbe dovuto proseguire fino all’una e che ciò non è avvenuto. «Il sistema ha fallito», sintetizza, chiedendo non solo chiarimenti ma garanzie per il futuro. E avverte: se si registrano criticità così gravi in un servizio straordinario, «è lecito domandarsi come verranno affrontate sfide molto più complesse», come l’avvio delle linee BRT.
Il giorno dopo, resta l’immagine di una città che aveva accolto migliaia di persone per un grande evento internazionale e che, al momento del rientro, non è riuscita a garantire un servizio basilare. Le indagini interne faranno il loro corso, ma la richiesta che arriva da cittadini e forze politiche è unanime: fare piena luce, assumere responsabilità e impedire che un episodio del genere possa ripetersi. Taranto non può permettersi altri passi falsi proprio mentre prova a costruire un nuovo racconto di sé.

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