CRONACHE TARANTINE
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Anche quest’anno Leporano, Pulsano, Maruggio, Manduria, Ginosa e Castellaneta hanno conquistato la Bandiera Blu, confermando un primato che non è soltanto simbolico ma sostanziale: significa mare pulito, servizi efficienti, strutture ricettive di qualità, una cultura dell’accoglienza che si intreccia con la tutela dell’ambiente.
Un riconoscimento che racconta un territorio capace di crescere senza tradire la propria identità, e che restituisce alla provincia di Taranto un’immagine di eccellenza costruita giorno dopo giorno.
A Leporano, durante la cerimonia ufficiale, la presidente della VI Commissione consiliare e consigliera regionale M5S Annagrazia Angolano ha parlato di «un immenso orgoglio» nel rappresentare la Regione Puglia in un momento che definisce «una vera e propria dichiarazione d’amore e di rispetto per la nostra terra». Per Angolano, vedere il vessillo sventolare sulle spiagge tarantine significa certificare che «la Puglia non offre solo una bellezza paesaggistica straordinaria, ma è sinonimo di eccellenza, sostenibilità e gestione virtuosa del territorio». La presidente ha ricordato come la Bandiera Blu non sia un premio casuale, ma il risultato di un percorso rigoroso: «Servono acque di balneazione eccellenti certificate negli ultimi quattro anni, una gestione dei rifiuti efficiente fino alle spiagge, depurazione e reti fognarie funzionanti, servizi di salvataggio e accessibilità per tutti, perché il nostro mare deve essere inclusivo». Un risultato che, sottolinea, appartiene all’intera comunità: «È il frutto del lavoro dell’amministrazione comunale, degli operatori balneari e dei cittadini. Dimostra che sviluppo economico e tutela dell’ambiente possono e devono camminare insieme». E rivolgendosi a chi sceglierà queste località per le vacanze, aggiunge: «Ai turisti diciamo che qui troveranno un ambiente protetto; ai residenti diciamo grazie per essere i primi custodi di questa meraviglia. Continuiamo a lavorare così, uniti, per fare del nostro mare un modello di sostenibilità globale».
Accanto a lei, il consigliere regionale del Partito Democratico Cosimo Borraccino ha ribadito il valore strategico del riconoscimento, capace di «implementare la capacità di attrazione turistica dei nostri Comuni». Borraccino ha ricordato come il risultato di oggi sia figlio di scelte politiche di lungo periodo: «Possiamo conseguire queste misure perché negli anni scorsi la Regione ha lavorato sulle infrastrutture, come la dotazione dei depuratori in tutti i Comuni. Una carenza che fino a qualche lustro fa pesava enormemente e che oggi è stata colmata grazie alla capacità dei governi regionali di centrosinistra». Senza acque cristalline, osserva, «non ci potrebbero essere Bandiere Blu». Il consigliere ha richiamato anche l’importanza dei progetti dedicati all’inclusività, come il progetto C.O.S.T.A., «un’iniziativa che ha incrementato la capacità di ospitare persone con disabilità, che oggi possono fruire pienamente del mare e dei servizi dei nostri lidi». Da qui il plauso agli amministratori locali, «dal sindaco Damiano all’assessore Lotta e a tutta la giunta di Leporano, così come a quelli degli altri Comuni della provincia», e il ringraziamento agli operatori commerciali e alle Pro Loco, «che insieme agli enti pubblici portano avanti un grado di ospitalità davvero all’avanguardia, contribuendo a dare uno slancio concreto all’industria turistica pugliese».
Borraccino ha infine ribadito l’impegno della Regione: «Continuerà a lavorare e a sostenere questo percorso, valorizzando un patrimonio che rappresenta la base su cui costruire il futuro turistico della nostra regione».
In una provincia che spesso si trova a fare i conti con narrazioni difficili, la Bandiera Blu diventa così un segno tangibile di riscatto e di visione. Un impegno collettivo che unisce istituzioni, operatori e cittadini, e che restituisce al mare il ruolo che merita: non solo risorsa economica, ma bene comune da proteggere ogni giorno.