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A pochi mesi dai Giochi del Mediterraneo, mentre la città si prepara ad accogliere 26 nazioni, 4.000 atleti e migliaia di visitatori, il Siulp lancia un allarme che pesa come un macigno sull’organizzazione dell’evento.


Il segretario provinciale Antonio Digregorio parla di una criticità “enorme” che rischia di essere sottovalutata: la sicurezza. “Stranamente non se ne parla. Tutto è ancora top secret e nessuna informazione preventiva è trapelata al Questore e ai sindacati”, denuncia, ricordando che l’unica certezza, al momento, è il blocco delle ferie imposto dal Viminale ai poliziotti tarantini dal 14 agosto al 4 settembre, un sacrificio che costringerà molti a rinviare il recupero psico‑fisico.
La domanda che il sindacato pone al ministero dell’Interno è diretta: “Come si intende garantire la sicurezza dell’evento senza fiaccare altri settori ovvero senza lasciare scoperta la città?”. 
Digregorio ricorda che Taranto parte già da una condizione di fragilità, con organici ridotti e una “politica ministeriale che negli ultimi due anni ha considerato Taranto un’isola felice, al punto da non inserirla nei piani di potenziamento”. Una scelta che ha lasciato il territorio senza rinforzi mentre altrove arrivavano nuove unità. “Serpeggiano irritazione e frustrazione tra i colleghi, e non potrebbe essere altrimenti”, aggiunge, sottolineando come la narrazione secondo cui le criticità sarebbero le stesse di tutte le città “sia infondata e illusoria”, soprattutto se si guarda al contrasto alla criminalità comune e organizzata.Il quadro descritto è quello di una città dove, nelle ore serali, “basterebbe andare in giro per rendersi conto del degrado e della bomba a orologeria che si sta avvampando”.
L’omicidio avvenuto recentemente in strada, ricorda il Siulp, è il segnale di un territorio dove “circolano poche pattuglie rispetto al fabbisogno”, nonostante l’impegno costante degli agenti che “non si sottraggono ai loro doveri e rispondono con professionalità ogni volta che accade qualcosa di grave”.
Il confronto con altre forze dell’ordine è impietoso: “Mentre l’Arma dei Carabinieri invia a Taranto e provincia oltre 100 unità di rinforzo per il solo 2025, il Viminale risponde con un paio di agenti e una risicata aliquota di ispettori”, denuncia Digregorio, ricordando che le specialità come Polstrada, Polfer e Polposta “sono da anni sottoposte a una drastica cura dimagrante”. E intanto la Questura parte già con una scopertura del 10%, con centinaia di unità mancanti tra pensionamenti e trasferimenti.
La quotidianità degli operatori è fatta di turni ridotti, volanti insufficienti, carichi di lavoro triplicati e personale obbligato allo straordinario per recuperare arretrati. “È la normalità con cui da anni si opera in una città di quasi 200 mila abitanti”, afferma il segretario, ricordando che nei Commissariati di Martina Franca, Grottaglie, Manduria e Borgo “la situazione è persino peggiore, al limite della censura”.
Il rischio, con i Giochi alle porte, è lo svuotamento del territorio. “Per presidiare stadio, villaggio atleti, porto turistico e altre strutture saremo costretti a togliere le Volanti dai quartieri, dalle periferie, dal centro e dalla Città Vecchia. Possibile risultato: mentre il mondo guarderà Taranto in TV, i cittadini si sentiranno ancora più abbandonati”. Anche se l’ordine pubblico sarà garantito da rinforzi temporanei, il Siulp avverte che non basterà.
Gli agenti tarantini, sottolinea Digregorio, “sono orgogliosi di rappresentare l’Italia, ma non sono supereroi”. Per questo il sindacato avanza tre richieste precise: maggiori investimenti nelle risorse umane con lo scorrimento delle graduatorie per agenti, sovrintendenti e ispettori; rinforzi da altre province; premialità e ristori per chi lavorerà oltre il normale orario sotto il sole di agosto. A questo si aggiunge la necessità di un tavolo tecnico permanente con Prefettura, Questura e sindacati, oltre a formazione e tecnologia “che però non sostituiscono l’impiego di personale, perché le telecamere non fermano una rissa, non scongiurano una rapina e non soccorrono un cittadino”.
Il messaggio finale è un monito: “I Giochi del Mediterraneo devono essere un’opportunità, non un boomerang. Taranto merita di mostrare il suo volto migliore al mondo, ma il volto migliore dello Stato sono i poliziotti, sia per strada che negli uffici”. Senza un intervento deciso, avverte il Siulp, l’evento rischia di essere “un successo mediatico ma un fallimento per quanto attiene la sicurezza. Taranto non può permettersi di brillare per 15 giorni e spegnersi per i 15 anni successivi”.

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