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L’Avviso JTF CIG 2025 arriva in un momento in cui Taranto continua a misurarsi con le sue fragilità industriali e con la necessità di costruire un futuro diverso, più sostenibile e più stabile per chi lavora.

È uno strumento pensato per i lavoratori in cassa integrazione straordinaria della provincia, quelli che da mesi vivono sospensioni o riduzioni dell’orario superiori al 50% e che rischiano di restare schiacciati tra la crisi delle aziende e l’incertezza del domani. L’obiettivo è accompagnarli in un percorso di riqualificazione che non sia solo un paracadute, ma un ponte verso nuove opportunità occupazionali.Il cuore dell’avviso è la formazione: corsi brevi, mirati, costruiti sui settori che la transizione ecologica ed economica sta rendendo sempre più centrali, dalla green economy alla blue economy, dal turismo sostenibile al digitale, fino alle filiere culturali e agroalimentari innovative. Accanto ai percorsi formativi c’è un’indennità economica che prova a compensare la perdita di reddito causata dalla cig, un sostegno che permette ai lavoratori di frequentare i corsi senza dover scegliere tra aggiornarsi o arrivare a fine mese. È un tassello del più ampio Just Transition Fund, il programma europeo che ha individuato Taranto come area simbolo della transizione giusta, chiamata a trasformare un modello industriale pesante in un sistema produttivo capace di futuro.
Di questo si è parlato anche nell’incontro tenutosi nella sede della Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, un momento di confronto che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, tecnici e rappresentanti del territorio per leggere l’avviso non come un atto amministrativo, ma come un passaggio strategico della transizione economica e sociale dell’area ionica. L’iniziativa ha visto la partecipazione dell’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro Eugenio Di Sciascio, del direttore generale di Arpal Puglia Gianluca Budano, del dirigente della sezione Politiche e Mercato del lavoro Giuseppe Lella, delle dirigenti Arpal Francesca Serpino e Marta Basile, oltre a Stefano Basile del Comitato SEPAC e a Michele Coviello, coordinatore territoriale dei Servizi per l’Impiego dell’Ambito di Taranto. Un parterre che ha permesso di leggere l’avviso dentro una cornice più ampia: quella delle crisi aziendali che attraversano la provincia, della necessità di rafforzare le politiche attive e della sfida — ormai non più rinviabile — di costruire un modello produttivo innovativo e sostenibile.In apertura, il presidente della Camera di Commercio, Vincenzo Cesareo, ha richiamato un nodo cruciale per il territorio: la distanza ancora troppo ampia tra imprese e forza lavoro. «Con l’attività che si è fatta e l’app che abbiamo realizzato — ha spiegato — siamo sicuramente nelle condizioni di migliorare la capacità dei nostri ragazzi di operare sul territorio. E stiamo cercando di capire insieme a voi come fare in modo che anche i lavoratori possano conoscere meglio le nostre imprese». Per Cesareo, uno dei problemi storici dell’area ionica è proprio «la mancata conoscenza fra le imprese e le competenze disponibili». Una distanza che spesso alimenta la convinzione che non ci siano opportunità, «e così finiamo per indurre i nostri figli ad andar via». Invece, ha sottolineato, «le opportunità ci sono, le imprese ci sono e sono anche dinamiche ed efficienti, ma molto spesso non le conosciamo». Allo stesso modo, «le imprese fanno fatica a trovare capitale umano sul territorio, costrette a ricerche affannose per reperire risorse che invece potrebbero essere già disponibili».
Da qui l’importanza di iniziative come questa, che «possono servire a colmare questo divario e a fare in modo che imprese e lavoratori possano incontrarsi più agevolmente, sviluppando collaborazioni sempre più importanti». Un percorso che, per Cesareo, deve poggiare anche su un rinnovato orgoglio territoriale: «Abbiamo una terra meravigliosa, dobbiamo crederci. E dobbiamo fare in modo che ci credano anche i nostri giovani».
A seguire, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, ha evidenziato come l’avviso rappresenti «uno strumento fondamentale in una fase estremamente difficile», sottolineando l’importanza di «misure di supporto che diano chiarezza a tutte le parti sociali e permettano di essere preparati». Di Sciascio ha ricordato che la Regione sta mettendo in campo «fondi importanti per il reskilling e la formazione», utili sia come sostegno al reddito nei periodi di riduzione dovuti alla cassa integrazione, sia come investimento sulle competenze future: «Riteniamo essenziale offrire una possibilità di formazione che apra nuove opportunità di lavoro». In molti casi, ha spiegato, «è necessario formare nuovamente le persone o comunque metterle nelle condizioni di presentarsi sul mercato con competenze più adatte al contesto attuale».
Rispondendo sul tema delle ricollocazioni, l’assessore ha chiarito che la Regione sta lavorando anche sul «bacino delle competenze», cioè su strumenti che permettano di individuare platee di lavoratori già formati o formabili in funzione del rimpiego: «In alcuni casi è possibile introdurre criteri che facilitino l’accesso di chi ha già competenze specifiche; in altri no, ma la direzione è quella di rendere più chiaro da dove attingere». Quanto alle risorse, Di Sciascio ha ricordato che «le misure attivate ammontano complessivamente a quasi 200 milioni di euro», un impegno che conferma la volontà della Regione di accompagnare i lavoratori in un percorso di rilancio e non solo di protezione.
Proprio Budano ha sottolineato come l’avviso rappresenti «una grandissima opportunità per i lavoratori interessati dagli esuberi e dagli ammortizzatori sociali del territorio di Taranto». Un’opportunità duplice, perché «non solo potranno percepire un’indennità come forma di integrazione al reddito oltre l’ammortizzatore sociale, ma avranno anche la possibilità di riqualificarsi in funzione di un eventuale reinserimento nel mondo del lavoro». Una riqualificazione che guarda ai «settori trainanti dell’economia dei prossimi anni», ma che introduce anche un elemento nuovo: «una collaborazione inedita tra le agenzie per il lavoro accreditate dalla Regione e Arpal, quindi tra servizi pubblici e privati, per orientare i cittadini non solo verso la formazione ma anche verso il lavoro».
Budano ha parlato di un vero e proprio «bacino delle competenze» che si andrà a costruire, una mappa aggiornata dei profili disponibili su cui gli investitori potranno contare e verso cui i lavoratori in ammortizzatore sociale potranno essere indirizzati. Una prospettiva resa possibile anche dalla tempistica: «l’avviso c’è già e nell’arco di qualche settimana è pensabile che i lavoratori possano essere massivamente in aula».
Non un semplice paracadute, dunque, ma «una finestra sul futuro», perché — ha spiegato — «a differenza del passato non c’è solo la parte formativa con l’indennità di frequenza e l’acquisizione delle competenze, ma anche un orientamento specialistico svolto da soggetti che operano nell’intermediazione lecita del lavoro». Un tassello che permette di tenere insieme formazione, accompagnamento e reale possibilità di ricollocazione.
Secondo Budano, anche il territorio sta rispondendo con maturità: «le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori oggetto di esubero stanno reagendo molto bene, così come i consulenti del lavoro e la stessa Camera di Commercio che ospita questo appuntamento». E soprattutto, ha aggiunto, «le aziende che vogliono investire su nuovi lavoratori stanno guardando con interesse a questo strumento». Per la prima volta, ha osservato, «si prende per tempo una vicenda prima che la crisi aziendale diventi irreversibile».
L’avviso non promette miracoli ma offre strumenti concreti: orientamento, accompagnamento, competenze nuove, un sostegno economico e soprattutto la possibilità di non restare fermi mentre il mercato del lavoro cambia. Per molti lavoratori significa tornare a sentirsi parte di un percorso, non solo di una crisi. Per il territorio significa investire sulle persone, sulle loro capacità e sulla loro dignità professionale, perché la transizione non può essere solo ambientale o industriale: deve essere anche sociale.In una provincia che da anni vive sulla propria pelle il peso delle trasformazioni, l’Avviso JTF CIG 2025 diventa così un segnale di attenzione e di responsabilità. Un tentativo di non lasciare indietro chi ha già pagato un prezzo alto e di costruire, passo dopo passo, un futuro che non sia più appeso alle emergenze ma fondato sulle competenze e sulle opportunità.

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