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Taranto si prepara a tornare in strada sabato 27 giugno con lo Human Pride Taranto 2026, un corteo che promette voci, colori e impegno civile.

Nato nel febbraio 2024 dall’unione di attivistə della provincia ionica, il Collettivo Human Pride rilancia il proprio Manifesto Politico e chiama a raccolta cittadinanza, associazioni e realtà territoriali per una giornata che vuole essere, come spiegano, “corale, partecipata e necessaria”. In conferenza stampa, Miki Formisano, Mary Fontanella e Alessandra Testa hanno aperto l’incontro con un appello diretto: “Il nostro obiettivo è informare sull’equità e sulla parità e lottare per l’uguaglianza sociale e legislativa di tutte. Per farlo chiediamo ad associazioni e collettivi di fare rete, di supportarci reciprocamente, di unire le forze e di camminare insieme sul tortuoso sentiero dei diritti”.
Madrina dell’edizione 2026 sarà Vladimir Luxuria, che guiderà il corteo dal camioncino di apertura, animando una manifestazione che si annuncia variopinta, gioiosa e pacifica. Il raduno è previsto alle 17.30 nel piazzale antistante l’Arsenale; alle 18 partirà il corteo che attraverserà il centro cittadino fino a piazza Fontana, dove è prevista una sosta in memoria di Bakari Sako, il giovane maliano ucciso a Taranto. Da lì la marcia riprenderà fino a via Mercato Nuovo, dove si concluderà.
“Il 27 giugno non è un punto di arrivo”, hanno ribadito lə attivistə, “la lotta per i diritti dura 365 giorni l’anno. Vogliamo sentirci liberə di camminare per strada senza la paura che una nostra qualsiasi caratteristica sia oggetto di violenza”. Quest’anno il Pride è dedicato innanzitutto alla memoria di Bakari Sako, “vittima non solo della violenza materiale, ma anche dell’ignoranza, del pregiudizio e dell’indifferenza istituzionale”, e alle vittime del genocidio a Gaza e di tutte le guerre, con un appello “al cessate il fuoco, al disarmo e al rispetto del diritto umano di emigrare dalle zone di conflitto”.
La rete che sostiene lo Human Pride Taranto 2026 è ampia e trasversale: il Collettivo è promosso da CEST, Giustizia per Taranto, T Genus, La Casa delle Donne Alzaia, Citte Citte, Equociqui e Auser Taranto, e conta sull’adesione formale di 43 realtà associative, sindacali e culturali. L’evento gode inoltre del patrocinio del Comune di Taranto, della Regione Puglia, del CSV Taranto, dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Puglia e della Fondazione Taranto 25, a conferma di un sostegno istituzionale e civile sempre più ampio.
La conferenza stampa si è chiusa con la lettura partecipata del Manifesto Politico 2026, che ribadisce la natura intersezionale e pacifica del Collettivo. “La parità dei diritti non contempla privilegi e non lede nessuno”, si legge nel documento, che individua una radice comune in tutte le forme di violenza – omo/bi/transfobia, patriarcato, razzismo, sessismo, abilismo – e si propone come cassa di risonanza per i diritti della comunità LGBTQIA+, delle donne, dei lavoratori, delle persone migranti, delle cittadine di seconda generazione e delle persone con disabilità. Un manifesto che rivendica riconoscimento pieno per tutte le forme familiari, diritti e tutele per le persone transgender e gender diverse, parità salariale e legislazione efficace contro la violenza di genere, diritto all’aborto sicuro, educazione sessuale nelle scuole, accesso universale alla sanità pubblica, politiche attive per il lavoro giovanile e giustizia ambientale, con un richiamo forte alla condizione di Taranto, “zona di sacrificio” che chiede la fine del ricatto tra salute e lavoro.
Lo Human Pride Taranto 2026 si presenta così come un appuntamento che intreccia memoria, diritti, lotte sociali e visione politica, con un messaggio che il Collettivo riassume in una frase: “La parità non toglie nulla a nessuno. Restituisce dignità a tuttə”.

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