CRONACHE TARANTINE
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A due mesi dall’avvio dei Giochi del Mediterraneo, mentre Taranto si prepara a ospitare migliaia di atleti, delegazioni e visitatori, due denunce diverse ma complementari accendono i riflettori su un tema che rischia di diventare il vero banco di prova dell’evento: la sicurezza del territorio, materiale e ambientale.
Da un lato c’è la segnalazione di Luciano Manna, fondatore di VeraLeaks, che documenta la presenza di “un intero villaggio abusivo sulle sponde del secondo seno del Mar Piccolo, proprio accanto all’area dove è stato previsto il campo di gara”. Manna parla di “un villaggio letteralmente costruito sul mare con cemento e tufi, cancelli e recinti”, una darsena abusiva con officina e ricovero per natanti che “serve attività illegali legate alla pesca e all’acquacoltura”. Una situazione che, denuncia, nonostante un sequestro e un successivo dissequestro, “non cambia”, perché l’area, riconsegnata alla Marina Militare, “non è mai stata sgomberata né ripristinata, consentendo attività illecite e palesi reati ambientali sotto gli occhi di tutti”. Manna parla di “un posto privilegiato per assistere ai Giochi del Mediterraneo, per chi viola la legge”, e conclude amaramente: “Anche in questo caso tutto ciò non sembra interessare a nessuno”.
Dall’altro lato arriva l’intervento di Francesco Battista, referente di Futuro Nazionale, che allarga lo sguardo alla sicurezza complessiva della città in vista dell’evento. “I Giochi del Mediterraneo rappresentano una straordinaria opportunità per Taranto”, afferma, ma avverte che “accanto all’entusiasmo emerge una questione che non può essere sottovalutata: quella della sicurezza”. Battista ricorda che la città vive quotidianamente episodi di criminalità, furti, aggressioni e atti vandalici che alimentano “un diffuso senso di insicurezza” e che “troppo spesso i tarantini hanno la percezione di essere lasciati soli”. Da qui la domanda: “Come verrà garantita la sicurezza di una manifestazione internazionale senza sottrarre uomini e mezzi al controllo ordinario del territorio?”.
Il rischio, secondo Futuro Nazionale, è che l’attenzione venga concentrata solo sugli impianti sportivi, “lasciando scoperti quartieri, periferie e comuni della provincia”. Battista ringrazia le forze dell’ordine per il lavoro svolto “con professionalità e spirito di sacrificio”, ma avverte che “la sicurezza non può poggiare esclusivamente sul senso del dovere di chi indossa una divisa”. Per questo chiede al Governo e al Ministero dell’Interno “un piano straordinario che preveda il potenziamento degli organici, l’invio di rinforzi e una strategia che garantisca contemporaneamente la sicurezza dell’evento e quella della vita quotidiana della città”. E aggiunge che “le tecnologie e la videosorveglianza possono offrire un supporto, ma non sostituiscono la presenza umana sul territorio”.
Le due denunce, pur diverse, finiscono per toccare lo stesso nervo scoperto: la necessità di un presidio reale, costante e credibile del territorio, capace di contrastare illegalità diffuse e di garantire che un evento internazionale non diventi una parentesi effimera. “I Giochi del Mediterraneo devono lasciare in eredità una Taranto più forte e più sicura”, conclude Battista, “non una città che dopo quindici giorni si ritrova con gli stessi problemi di prima”.
Tra villaggi abusivi che resistono da anni e richieste di un piano straordinario per la sicurezza urbana, il messaggio che arriva da più fronti è lo stesso: Taranto non può essere lasciata sola.