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Nella sede della Cisl si è tenuta un’iniziativa pubblica organizzata dalla Cisl-Fp, con la segretaria territoriale Flavia Ciracì, e dalla Fp-Cgil con il segretario Alessio D’Alberto, dedicata all’integrazione scolastica e ai servizi educativi nella provincia di Taranto.

Un incontro pensato per tracciare un bilancio dell’anno appena concluso, partendo dall’esperienza concreta delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi fondamentali per bambini, alunni, famiglie, scuole e comunità territoriali.
L’integrazione scolastica e i servizi educativi rappresentano presìdi essenziali di inclusione, diritto allo studio, sostegno alla crescita, accompagnamento delle fragilità e supporto alla genitorialità. Proprio per questo, secondo Fp-Cgil Taranto e Cisl-Fp Taranto-Brindisi, è necessario affrontare con serietà le criticità che continuano a caratterizzare questi servizi nel territorio tarantino. Nella provincia di Taranto, infatti, permangono difficoltà ormai strutturali: frammentazione organizzativa, discontinuità legate agli appalti, incertezza nella programmazione, avvii tardivi dei servizi, riduzioni orarie, carenze di utenza, assenze degli alunni, sospensioni dell’attività scolastica ed educativa, oltre a difficoltà che emergono nei passaggi di gestione e nella definizione delle ore di lavoro.
Tutti questi elementi finiscono troppo spesso per ricadere direttamente sulle lavoratrici e sui lavoratori, determinando perdita di ore, riduzione del salario, incertezza occupazionale e una condizione di precarietà che non può essere considerata normale in servizi così delicati. Una condizione che molte operatrici vivono sulla propria pelle, come ha raccontato Simona Benportato, educatrice dell’integrazione scolastica del Comune di Taranto: “Siamo qui per capire un po’ meglio la nostra situazione, che conosciamo benissimo, ma vogliamo capire se c’è margine di miglioramento. Noi lavoriamo a 27 ore settimanali su una retribuzione che va da settembre agli inizi di giugno e viviamo una condizione di stallo da metà giugno a metà settembre in cui non percepiamo stipendio. Chi di noi ha un contratto a tempo determinato non può neanche richiedere la Naspi, perché il contratto va in sospensione. Ci sono mamme di famiglia che devono mantenere dei figli anche nei mesi estivi e vorremmo che tutto questo venisse finalmente regolarizzato, lavorando degnamente tutta la stagione ma percependo comunque uno stipendio”.
Uno dei temi centrali dell’iniziativa è stato proprio la tutela salariale. Le carenze di utenza, le sospensioni del servizio, le chiusure scolastiche, le riduzioni delle attività e le discontinuità organizzative non possono continuare a trasformarsi automaticamente in penalizzazioni economiche per il personale. Ad oggi esiste un evidente vuoto normativo rispetto a misure strutturali di sostegno al reddito per i periodi di sospensione dell’attività scolastica ed educativa, un vuoto che lascia lavoratrici e lavoratori senza adeguate garanzie nei momenti in cui il servizio viene sospeso non per loro scelta, ma per ragioni legate al calendario scolastico, alla programmazione pubblica, all’organizzazione degli appalti o alla temporanea riduzione dell’utenza.
Una situazione che preoccupa profondamente i sindacati, come ha sottolineato Flavia Ciracì: “Oggi siamo qui per dare voce a chi voce non ne ha. Siamo fortemente preoccupati perché questo settore non ha la rilevanza che merita. Parliamo dell’integrazione scolastica: non è possibile che ancora oggi chi si occupa di ragazzi fragili e disabili non debba percepire la retribuzione al pari degli altri colleghi. Questi operatori, educatori e OSS altamente qualificati, durante il periodo della chiusura estiva non percepiscono stipendio; durante le festività natalizie non percepiscono stipendio; durante le sospensioni dell’attività scolastica non percepiscono stipendio. Zero ore, zero retribuzione. Questo è un grido che lanciamo alle istituzioni: vogliamo garantire a questi lavoratori integrazioni al reddito e sostegni adeguati. Non è possibile che chi si occupa di integrazione scolastica, di parità e di inclusione sociale venga trattato come personale di serie B”.
Sulla stessa linea Alessio D’Alberto, che ha ricordato come le criticità non siano episodiche ma strutturali: “Facciamo questa iniziativa con le lavoratrici e i lavoratori dei servizi di integrazione e inclusione scolastica e dei servizi educativi, quindi anche degli asili nido. È una platea che da anni subisce problematiche quasi uniche: durante l’estate non percepiscono stipendio e non hanno nessuna forma di sostegno al reddito; quando manca l’utente, in maniera inaccettabile, non viene riconosciuta la giornata e l’operatore torna a casa dopo la prima ora; durante le vacanze natalizie il servizio si ferma e il salario si azzera. È una situazione paradossale e oggettivamente insostenibile in un Paese civile. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che si occupano degli ultimi, ma che vengono trattati da ultimi, e questo non possiamo accettarlo”.
L’iniziativa si è così trasformata in un momento di ascolto, denuncia e proposta, con l’obiettivo di costruire un percorso che restituisca dignità, continuità e tutele a chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale per l’inclusione e il futuro delle comunità educative del territorio.

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