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C’è un’immagine che negli ultimi anni ha accompagnato Taranto come un’ombra: quella del Mar Piccolo ferito, appesantito da rifiuti, relitti, manufatti corrosi dal tempo e dall’incuria.

Un’immagine che stride con la bellezza naturale di uno dei luoghi più identitari della città, e che rischiava di diventare un biglietto da visita imbarazzante in vista dei Giochi del Mediterraneo del 2026. È in questo scenario che arriva una notizia destinata a segnare un cambio di passo: 500mila euro saranno investiti per avviare un’operazione urgente di prevenzione e bonifica sulle coste, sugli arenili e sui fondali del Mar Piccolo.
La decisione è stata formalmente approvata nel corso della riunione di monitoraggio interno del Comitato Istituzionale di Sviluppo (CIS) Taranto, che ha dato il via libera alla proposta avanzata dal commissario straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio. Una scelta definita “strategica” per la tutela del patrimonio ecologico e paesaggistico dell’area.
«Si è conclusa con un esito positivo la riunione di monitoraggio interno del CIS Taranto – spiega Uricchio – in cui è stata formalmente approvata la proposta da me formulata. Un via libera che sancisce l'avvio immediato di un’operazione strategica per la salvaguardia del patrimonio ecologico e paesaggistico del Mar Piccolo». Il commissario chiarisce che il provvedimento prevede «uno stanziamento di 500.000 euro, quale stima sommaria dei costi, destinato ad attuare in tempi estremamente rapidi incisive misure di prevenzione sulle coste, sugli arenili e sui fondali del Mar Piccolo».
L’intervento, sottolinea, punta alla rimozione e alla gestione di manufatti, materiali e rifiuti spiaggiati o affondati, elementi che «costituiscono una potenziale fonte di inquinamento per le matrici ambientali circostanti e rappresentano un evidente pericolo per l’ambiente, il paesaggio, la salute e la sicurezza pubblica».
Grazie a questo provvedimento, si sbloccheranno le prime fasi propedeutiche a un progetto più ampio: la riqualificazione ambientale e la rinaturalizzazione dell’Area Arco Nord del Secondo Seno, intervento che sarà candidato ai finanziamenti del PN Just Transition Fund Italia 2021-2027, nell’ambito della procedura “Sea Hub”. «L’azione – precisa Uricchio – raccoglie l'istanza del sindaco del Comune di Taranto e l'invito del Responsabile Unico del Contratto, grazie alla disponibilità del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Ci consente di impiegare le economie della delibera CIPE 17/2003 per attuare misure di prevenzione sulle coste, sugli arenili e sui fondali del Mar Piccolo».
L’urgenza dell’intervento non è solo ambientale, ma anche simbolica e reputazionale. Il Mar Piccolo, pur ricadendo nel Sito di Interesse Nazionale, resta uno scenario naturale di straordinario pregio e sarà il palcoscenico dei prossimi Giochi del Mediterraneo, in programma nella seconda metà di agosto 2026. «Eliminare questi gravi detrattori ambientali e paesaggistici – osserva Uricchio – è un dovere ecologico ed anche reputazionale di fronte alla platea internazionale».
La riuscita dell’operazione poggerà su una cooperazione istituzionale serrata. «L’intervento – conclude il commissario – sarà attuato in stretta sinergia con il Comune di Taranto tramite una specifica convenzione operativa. Le interlocuzioni tecniche, coordinate dalla Subcommissaria ingegnera Annamaria Basile, sono già pienamente avviate per addivenire alla firma dell’accordo non appena conclusa formalmente la procedura di riprogrammazione finanziaria».
Un tassello, questo, che si aggiunge al mosaico complesso della rinascita del Mar Piccolo. Un segnale che prova a trasformare un luogo ferito in un simbolo di riscatto, proprio mentre la città si prepara a mostrarsi al mondo.

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