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Foto di repertorio

Taranto, quel vetro esploso sul bus di Kyma Mobilità non è solo un incidente: è il simbolo di una città che si sta rompendo.

Sabato pomeriggio, poco prima delle 18, un mezzo della linea 1-2 ha centrato una profonda buca nel tratto che precede via Aristosseno, “provocando letteralmente l’esplosione di uno dei vetri laterali”. Per fortuna nessun ferito, ma la paura a bordo è stata reale. E per Francesco Battista, referente di Futuro Nazionale Taranto, quell’immagine racconta molto più di un singolo episodio.
“Altro che strade lisce come tappeti”, attacca Battista, richiamando le recenti dichiarazioni del sindaco Piero Bitetti. “Quelle parole non sono solo lontane dalla realtà: sono uno schiaffo ai cittadini che ogni giorno affrontano un territorio che sembra un campo minato”. L’episodio di via Cesare Battisti, aggiunge, “è l’ennesima prova di una città che si sgretola sotto i nostri occhi. Quel vetro andato in frantumi è l’immagine perfetta di Taranto: una città che si rompe pezzo dopo pezzo, sotto il peso di un’amministrazione incapace di garantire anche i servizi più basilari”.
Battista insiste sul fatto che la tragedia sia stata evitata solo per caso: “Un passeggero ha evitato per un soffio di essere travolto dalla pioggia di vetri. Ma non possiamo continuare a vivere sospesi tra fortuna e tragedia, come se la sicurezza fosse una lotteria quotidiana”. Da qui l’affondo contro il sindaco Bitetti e l’assessore ai Lavori Pubblici, Lucio Lonoce: “Invece di presenziare a inaugurazioni e tagli di nastro di attività private, quasi fossero protagonisti di una passerella permanente, dovrebbero tornare a confrontarsi con la realtà quotidiana della città”.
La critica si estende anche ad alcuni esponenti di Fratelli d’Italia: “Più che brindare e condividere passerelle istituzionali, dovrebbero svolgere con determinazione il ruolo che gli elettori hanno affidato loro: quello di un’opposizione seria, ferma e incalzante. Purtroppo, fino ad oggi, di questa opposizione si è visto ben poco”.
Per Battista, le strade di Taranto “sono un mosaico di rattoppi mal fatti, lavori lasciati a metà, interventi che sembrano più cerotti su una ferita ormai infetta”. E i disservizi di Kyma Mobilità “non sono episodi isolati, ma il sintomo evidente di un sistema che non funziona, di una macchina amministrativa che arranca e trascina con sé l’intera città”.
Il punto, ribadisce, è la totale assenza di responsabilità: “A Taranto non paga mai nessuno. Nessuna conseguenza, nessuna assunzione di responsabilità. Tutto scivola via come se nulla fosse, mentre i cittadini continuano a pagare il prezzo più alto”. Da qui la richiesta di un atto politico forte: “Se il sindaco Bitetti non ha il coraggio di rimuovere chi sbaglia, allora abbia il coraggio di fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni. Ma sappiamo che questo non avverrà mai”.
La conclusione è un’immagine che torna a quel vetro esploso: “Taranto non può continuare a rompersi come quel vetro, mentre chi dovrebbe proteggerla resta immobile a guardare. I tarantini meritano una città sicura, amministrata con serietà e rispetto. E oggi, purtroppo, tutto questo continua a mancare”.

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