CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Taranto, a Palazzo di Città ormai si gioca una partita a poker a carte coperte.
E il problema non è tanto la tensione del tavolo, quanto il fatto che in molti stanno bluffando, facendo credere di avere in mano combinazioni pesanti che, a guardarle bene, pesanti non sembrano affatto. La vicenda delle dimissioni dell’assessora Federica Stamerra è l’esempio perfetto di questo clima: annunciate, non confermate, poi di nuovo annunciate e infine “congelate” — e viste le temperature, interne ed esterne, non è un eufemismo — hanno messo in scacco l’intera maggioranza.
Si andrà avanti così, tra sospiri e calcoli, almeno fino alla mezzanotte del 3 settembre (mai data più di questa sembra evocare sinistri ricordi), quando le luci dei Giochi del Mediterraneo si spegneranno definitivamente e la politica tornerà a imbracciare il moschetto. Perché il nodo vero è rimettere mano alla macchina amministrativa, e quel momento arriverà: le dimissioni della Stamerra, complice un lieto evento, diventeranno operative. A quel punto Azione, con il suo leader ionico Enzo Di Gregorio — già sponsor della stessa Stamerra quando ancora navigava lungo le rive del Pd — partirà all’attacco rivendicando la casella vacante con un nome di fiducia.
Ma lì si alzerà il muro del Partito democratico, che da tempo reclama il ritorno a tre assessori in Giunta, forte del peso elettorale che ha contribuito all’elezione del sindaco Piero Bitetti.
Non a caso il vicesindaco Mattia Giorno, l’altra sera, mentre il nuovo Iacovone si illuminava di immenso, ha ribadito che non basta formare un nuovo gruppo politico dentro il recinto della maggioranza per pretendere un assessorato. “È la politica, bellezza”, verrebbe da dire.
Intanto, tra riunioni convocate e poi “sconvocate”, Palazzo di Città sembra un cantiere in continua evoluzione, al cui confronto i cantieri che paralizzano Taranto sono solo un fastidioso solletico. E in questo equilibrio instabile, l’ago della bilancia potrebbe essere il rientro del consigliere Gianni Azzaro nella maggioranza: un ritorno che anestetizzerebbe l’eventuale addio di Di Gregorio qualora la casella Assessorato non venisse assegnata ad Azione.
Dal canto suo il sindaco Bitetti ostenta tranquillità. Sicuramente parlerà sia con l’assessora Stamerra che con Enzo Di Gregorio.
Sul fondo, però, si staglia la madre di tutte le questioni: chi gestirà il nuovo Erasmo Iacovone? I pretendenti naturali sono noti da tempo ma il project financing — lo strumento scelto dal Comune per l’affidamento dei grandi impianti — ha regole precise. Prima la proposta, poi la valutazione della Pubblica amministrazione, la dichiarazione di pubblico interesse e infine la gara. E, come ricordano le recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea, il diritto di prelazione del promotore iniziale è stato ritenuto illegittimo rispetto alle normative comunitarie. (fonte italiAppalti). Un risiko niente male, con un effetto domino potenzialmente devastante.
E le opposizioni? Giocano di melina, di sponda, aspettando lo sbarco in Consiglio comunale dell’assestamento di bilancio. Tutti fermi, tutti in attesa, tutti con lo sguardo puntato sul tavolo da gioco.