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Antonio Baldassarre è il nuovo segretario generale della Cisl Taranto Brindisi, eletto oggi, lunedì 29 giugno, con consenso unanime dal Consiglio territoriale riunito al Delfino Hotel.
La sua nomina arriva su proposta del segretario uscente Luigi Spinzi, dimissionario in quanto eletto alla guida nazionale della Fisascat. Baldassarre, brindisino, 63 anni, una lunga esperienza nella categoria del commercio e dei servizi, diventa così il quinto segretario dalla fusione delle due aree provinciali avvenuta nel 2013. «Rilanceremo il nostro impegno per la prossimità e per il territorio» ha dichiarato, «tessendo rapporti, restando ai tavoli, generando rete, confermando la nostra capacità di dialogo, contrattazione sociale, ascolto e corresponsabilità». Ha poi richiamato la necessità di governare le trasformazioni in corso: «Il rischio di una deriva sociale qui esiste, è reale, e dobbiamo impegnarci per cambiarne la direzione affinché le transizioni divengano occasione per liberare nuove opportunità di economia e sviluppo».Il Consiglio ha eletto in segreteria anche Daniela Meli e Vito Squicciarini, mentre don Mimmo Roma, in rappresentanza dell’Arcidiocesi di Brindisi, ha portato gli auguri dell’arcivescovo Giovanni Intini. «Taranto e Brindisi sono territori cruciali, dove si intrecciano lavoro, salute e ambiente» ha ricordato Antonio Castellucci, segretario generale della Cisl Puglia, ribadendo la richiesta alla Regione di un tavolo permanente per affrontare le transizioni industriali ed energetiche. «Diviene fondamentale garantire occupazione stabile e qualificata per giovani e donne, investendo in formazione e infrastrutture. Il cambiamento va governato con responsabilità condivisa».Sauro Rossi, segretario confederale nazionale, ha richiamato la dimensione valoriale dell’organizzazione: «La Cisl è fatta di donne e uomini consapevoli di essere parte di una eredità generativa di partecipazione, dialogo e responsabilità». Ha poi ammonito sulle sfide globali: «L’Italia non riesce a fronteggiare le dinamiche dello sviluppo su scala globale; serviranno convergenze europee sulle transizioni industriali ed energetiche per scongiurare una deindustrializzazione che non potrà essere sostituita dalla semplice terziarizzazione». Rossi ha concluso richiamando la necessità di un nuovo patto sociale: «Occorre aumentare la produttività per creare ricchezza e redistribuirla. Nessun fatalismo: anche le cose più complesse si possono modificare. È quanto intendiamo realizzare con il nostro Libro verde sullo sviluppo sostenibile, puntando su unità, caparbietà e orgoglio».
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