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A Taranto il progetto della Bus Rapid Transit entra nella sua fase più delicata, quella in cui la trasformazione della città non è più un disegno tecnico ma un cambiamento reale che modifica viabilità, spazi di sosta, accessi alle attività economiche e abitudini quotidiane.

Confartigianato osserva che «quello che fino a ieri era sulla carta oggi si traduce nella concreta trasformazione della città» e che proprio in questa fase stanno emergendo le criticità segnalate fin dall’inizio. L’associazione ricorda di essere stata «tra i primi a denunciare, quando il dibattito era ancora assente, la complessità dell’opera e le inevitabili ricadute sul tessuto economico cittadino», chiedendo alla precedente amministrazione un confronto che avrebbe potuto prevenire molti dei problemi attuali.
Il nodo principale riguarda il Borgo, da anni afflitto da una cronica carenza di parcheggi che ha progressivamente allontanato consumatori e utenti dal centro, penalizzando commercio, artigianato e attività di prossimità. Su questo equilibrio già fragile si innesta un progetto che riduce ulteriormente gli spazi destinati alla sosta. «Una trasformazione di questa portata non può basarsi soltanto sulla previsione che il nuovo sistema di trasporto pubblico modifichi da solo le abitudini di mobilità dei cittadini», avverte Confartigianato. Se la BRT riuscirà a spostare una quota significativa del traffico privato verso il trasporto pubblico, Taranto potrà beneficiare di una mobilità più moderna ed efficiente; ma se questo cambiamento non dovesse verificarsi, il rischio sarebbe quello di «aggravare una situazione già critica, rendendo ancora più difficile raggiungere il centro cittadino e mettendo in seria difficoltà centinaia di attività economiche».
A preoccupare è anche la tempistica: la BRT entrerà in funzione prima che siano completati gli interventi di compensazione, in particolare i nuovi parcheggi e il riassetto complessivo del sistema della sosta. «Le imprese stanno sostenendo costi, disagi e perdite di competitività che non possono protrarsi oltre. Non un mese. Non una settimana. Non un solo giorno oltre l’entrata in esercizio della BRT», afferma l’associazione, ricordando che si tratta di interventi attesi da oltre venticinque anni e mai realizzati, nonostante fossero previsti già all’epoca della costruzione del secondo grande centro commerciale. «Oggi non possiamo permettere che la storia si ripeta», aggiunge, sottolineando che la BRT «non può entrare in funzione senza un sistema della sosta adeguato alle esigenze della città».
Confartigianato non si limita alla denuncia, ma avanza proposte concrete. A maggio ha trasmesso al Comune una richiesta di regolamento che disciplini in modo stabile e trasparente le compensazioni economiche a favore delle attività penalizzate dai grandi cantieri pubblici. «Non chiediamo interventi discrezionali. Chiediamo regole certe», spiega l’associazione, ricordando che ogni grande opera produce benefici per la collettività ma può generare conseguenze economiche per le imprese che subiscono limitazioni della viabilità, perdita di accessibilità e contrazioni del fatturato. Per questo Taranto dovrebbe dotarsi di uno strumento permanente che definisca criteri oggettivi per eventuali misure compensative, anche attraverso alleggerimenti temporanei dei tributi locali. «Questo principio vale anche per le imprese penalizzate da mesi per la chiusura del rondò della Croce», aggiunge.
Per accompagnare questa fase, Confartigianato ha istituito una task force dedicata alle imprese interessate dai cantieri e dalle modifiche della viabilità, con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni su parcheggi, accessibilità, carico e scarico, sicurezza e organizzazione dei cantieri, portandole ai tavoli tecnici con l’Amministrazione. L’associazione prende atto della disponibilità dell’assessore alla Mobilità Giovanni Patronelli e del presidente della Commissione Assetto del Territorio Vincenzo Di Gregorio, «impegnati quotidianamente nel confronto con cittadini e imprese», e auspica che questa disponibilità si traduca rapidamente in interventi concreti.
«Le imprese hanno già dimostrato senso civico, sopportando mesi di disagi, cali di fatturato e difficoltà operative. Ora spetta alle istituzioni dimostrare la stessa determinazione», conclude Confartigianato. La BRT potrà rappresentare una vera opportunità per Taranto solo se entrerà in funzione con un sistema della sosta adeguato, con gli interventi previsti completati e con strumenti concreti di tutela economica per le imprese. «Solo così una grande opera pubblica potrà trasformarsi in un’occasione di sviluppo condiviso e non in un ulteriore fattore di penalizzazione per l’economia di prossimità».

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