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Con oltre 400 partecipanti e quasi 40 realtà del non profit coinvolte, il progetto CR.E.S.CO. ha segnato una tappa importante nel processo di digitalizzazione del terzo settore su scala regionale. Un processo destinato a proseguire, come emerso dall'incontro svoltosi allo Yachting Club, a San Vito, Taranto.
CR.E.S.CO è l'acronimo di Crescita dell’Economia Sociale e Cooperativa, un progetto finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale nell'ambito del bando “Digitale Sociale”, capofila Programma Sviluppo in collaborazione con il Comune di Taranto.
La conferenza è stata l'occasione per tracciare il bilancio delle attività svolte, ma soprattutto per programmare le azioni future in un ambito in cui la richiesta di competenze digitali è fortissima. “Abbiamo ottenuto risultati straordinari e generato connessioni positive – ha sottolineato Silvio Busico, direttore generale di Programma Sviluppo – con la partecipazione di realtà provenienti da Taranto, Bari, Brindisi e Lecce. Ancora oggi, però, oltre il 60% delle organizzazioni non-profit è ancorato ad un modello analogico per cui abbiamo davanti una sfida di natura tecnologica, ma anche culturale ed economica”. Secondo l'assessore comunale ai Servizi Sociali, Sabrina Lincesso, CR.E.S.CO. “è un esempio virtuoso: è stata utilizzata la formazione come strumento di crescita della comunità; inoltre, le attività hanno coinvolto gli operatori del terzo settore che danno risposte concrete ai bisogni delle persone sul territorio”.
Missione compiuta, ma non ultimata. La conferma è arrivata da Fulvio Iurlaro, direttore Sviluppo e Progettazione di Programma Sviluppo. “Esiste un forte bisogno di implementare le competenze e far crescere il capitale umano – ha detto - senza una formazione specifica, anche chi ha un ampio bagaglio di conoscenze pregresse rischia di rimanere indietro rispetto alle nuove metodologie e all'intelligenza artificiale. Il progetto CR.E.S.CO. ha evidenziato questo bisogno e Programma Sviluppo è disponibile a continuare il percorso”. “Ci siamo misurati in un contesto per noi nuovo – ha evidenziato Luigia Tocci, direttore di ITS Academy Mobilità, partner del progetto – che ci ha permesso di mettere a disposizione il nostro know how per costruire l'impianto progettuale e metodologico. Un'esperienza positiva che ci suggerisce riflessioni sullo sviluppo delle nostre azioni future”.
Secondo Florinda Colella, responsabile del progetto, il valore di CR.E.S.CO “non risiede solo nei percorsi formativi, ma nell'aver generato occasioni per fare rete, per scambiarsi conoscenze e buone pratiche”. Per Alessio Trimboli del Fondo per la Repubblica Digitale – impresa sociale, “uno dei punti di forza del progetto CR.E.S.CO. è stato quello di aver toccato ben quattro province pugliesi, raggiungendo i piccoli centri; questo aspetto ha consentito di generare benefici anche in quelle comunità che diversamente sarebbero rimaste escluse”.
Il cammino verso la digitalizzazione, però, è ancora lungo. Nicolò Andreula, economista, fondatore di Disal Consulting e ABCD (A Bari Capitale Digitale), indica un percorso segnato da tre parole d'ordine. “La prima – ha detto - è il coraggio di investire in innovazione nonostante le limitate risorse finanziarie tipiche del terzo settore, bisogna andare oltre il budget. La seconda è cultura: possiamo aver letto un milione di libri, ma se non riusciamo a formarci su queste nuove competenze siamo ignoranti. La terza è comunità, poiché il successo della trasformazione digitale dipende dalla capacità delle organizzazioni di collaborare, partendo dal presupposto che da soli non si arriva da nessuna parte”.
All'incontro, moderato dalla giornalista Nicla Pastore, erano presenti i rappresentanti delle associazioni e delle coop: Ferrante Aporti, Nuova Airone, Made in carcere, il mito di Efesto, Fondazione Vanni Longo, La Vela, Sofia, Junior band, Cime di Puglia, Alzaia.