CRONACHE TARANTINE
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Il caldo estremo di questi giorni sta mettendo in ginocchio il carcere di Taranto, già provato da un sovraffollamento che ha superato ogni limite accettabile.
Nella sezione Jonio – costruita a caro prezzo e presentata come modello di modernità – i detenuti vivono in condizioni che violano apertamente le sentenze della Corte Europea di Giustizia.
Le celle in cemento armato si trasformano in veri e propri forni: temperature insostenibili, scarsità d’acqua, spazi ridotti e un numero di persone ben oltre la capienza regolamentare. Non si tratta più di semplice “disagio”, ma di una situazione che assume i contorni di una tortura.
A pagare il prezzo più alto sono i detenuti fragili, affetti da patologie croniche o disturbi psichiatrici, le cui condizioni peggiorano drasticamente con il caldo. Anche il personale di polizia penitenziaria opera in un contesto che mette a dura prova salute, sicurezza e dignità.
Serve un intervento immediato da parte delle autorità competenti, dei magistrati di sorveglianza e degli organismi di tutela dei diritti umani. La situazione è ormai intollerabile e non può essere ignorata.