CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La sanità territoriale tarantina entra nell’estate già in piena crisi. Non che nel resto della Puglia la situazione sia rosea, ma qui le fragilità sono più evidenti e più radicate.
La Continuità assistenziale, priva da anni di un accordo aziendale stabile, procede senza una rotta definita: turni scoperti, sedi che chiudono, organici insufficienti persino per garantire i livelli minimi. L’assenza di programmazione pesa ora come un macigno, proprio mentre l’arrivo dei flussi turistici promette di far esplodere la domanda di assistenza.
Nel 118 la carenza di medici è strutturale: a Taranto mancano 15 professionisti rispetto alla pianta organica, un deficit che si somma alle scoperture croniche dei pronto soccorso. Qui l’aumento degli accessi impropri e la scarsità di personale stanno generando un sovraccarico quotidiano, che diventa insostenibile nei fine settimana e nelle ore di punta.
La rete territoriale non riesce più a fare da filtro. Le sedi di Continuità assistenziale saltano, i turni restano vuoti, e il peso si sposta inevitabilmente sui pronto soccorso, già in affanno. Le case di comunità non sono operative, il 118 fatica a garantire la copertura, e la provincia ionica si prepara ad affrontare un’estate in cui la popolazione temporanea può moltiplicarsi senza che il sistema disponga degli strumenti necessari per reggere l’urto.
Il risultato è un territorio lasciato solo, con servizi essenziali indeboliti proprio nel momento in cui servirebbero di più. Taranto entra nella stagione più critica dell’anno con un sistema sanitario che ha perso i margini di sicurezza e che rischia di non riuscire a proteggere adeguatamente i cittadini e i visitatori.