CRONACHE TARANTINE
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Ambiente ed economia possono rigenerarsi insieme: è questo il messaggio che emerge dalla presentazione dei risultati scientifici finali del progetto dedicato alla valutazione dei tassi di decontaminazione dei mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande.
L’incontro, ospitato il 6 luglio 2026 dalla Prefettura di Taranto, ha segnato una tappa decisiva per il futuro della mitilicoltura e per la gestione ambientale del territorio. La ricerca, finanziata dal Commissario straordinario e dal CIS, è stata condotta tra il 2024 e il 2026 grazie alla collaborazione tra ARPA Puglia, ASL Taranto, Capitaneria di Porto e CNR‑IRSA, e rappresenta una svolta epocale: per la prima volta, dati scientifici certi dimostrano che tutela della salute pubblica e rilancio produttivo possono procedere insieme.
Il trasferimento programmato dei mitili nel Mar Grande attiva un processo naturale di autodepurazione, rapido e costante in tutte le stagioni. Già dopo 15 giorni si osserva una drastica riduzione di diossine e PCB, mentre tra i 30 e i 48 giorni la decontaminazione risulta completa, senza alcun impatto sulla qualità gastronomica del prodotto. Le temperature marine più basse del Mar Grande contribuiscono a preservare l’Indice di Condizione e la Sostanza Organica, garantendo un equilibrio perfetto tra sicurezza alimentare e qualità commerciale. Queste evidenze aprono la strada alla rimodulazione dei calendari di raccolta e trasferimento, superando la gestione emergenziale e introducendo una programmazione stabile basata su dati oggettivi.
Il Commissario Straordinario Vito Uricchio ha sottolineato come i risultati restituiscano dignità e prospettive concrete a una filiera identitaria per Taranto, offrendo un supporto tecnico‑scientifico solido per mitigare gli effetti dell’Ordinanza Regionale n. 1989/2011. L’On. Dario Iaia, RUC del CIS Taranto, ha evidenziato che la ricerca fornisce elementi oggettivi per decisioni gestionali coraggiose e definitive, capaci di coniugare bonifica ambientale e sviluppo socioeconomico. Il Sindaco Piero Bitetti ha espresso orgoglio per una comunità che ritrova certezze scientifiche su un settore simbolo della città, confermando l’impegno del Comune nel sostenere i concessionari e nel favorire il nuovo modello di rotazione dei mari.
Il Direttore Generale di ARPA Puglia, Vito Bruno, ha ricordato che il progetto incarna pienamente l’approccio One Health, integrando ambiente, salute e attività produttive. L’ASL Taranto, con il Direttore Generale Vito Bavaro e il Dipartimento di Prevenzione guidato da Michele Conversano, ha ribadito il proprio ruolo di presidio sanitario e la volontà di continuare a garantire controlli rigorosi a tutela della comunità. Il Comandante della Capitaneria di Porto, Leonardo Deri, ha evidenziato come la sinergia istituzionale e il rigore scientifico abbiano permesso di raggiungere un risultato che può cambiare la narrazione su Taranto: da territorio compromesso a laboratorio di innovazione e riscatto ecologico.
A completare il quadro scientifico, il Dott. Vittorio Esposito, Direttore del DAP Taranto di ARPA Puglia, ha illustrato le analisi di laboratorio che hanno confermato la progressiva decontaminazione dei mitili a 15, 30 e 45 giorni di permanenza nel Mar Grande, indipendentemente dalle differenze iniziali tra i lotti. La Dott.ssa Magda Di Leo del CNR‑IRSA ha ricordato che il progetto rappresenta l’evoluzione di un percorso avviato con un precedente studio pilota, oggi ampliato e consolidato grazie alla collaborazione tra gli enti coinvolti. Le evidenze prodotte offriranno alle istituzioni un supporto tecnico‑scientifico fondamentale per le future decisioni sulla gestione della mitilicoltura e per eventuali aggiornamenti dell’Ordinanza regionale, con l’obiettivo di garantire salute pubblica, sostenibilità ambientale e continuità produttiva in attesa del completamento degli interventi di bonifica del Mar Piccolo.
Il risultato complessivo è chiaro: Taranto dimostra che il mare, se gestito con competenza e visione, possiede una straordinaria capacità di resilienza. La mitilicoltura, simbolo identitario della città, può tornare a essere un’eccellenza sicura, certificata e competitiva, sostenuta da una strategia scientifica che unisce ambiente, economia e salute pubblica.