CRONACHE TARANTINE
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Solo quando si affermerà il concetto secondo cui la mitilicoltura non è sinonimo di “povertà”, ma espressione di duro lavoro, sacrifici e risultati economici di tutto rispetto, Taranto potrà davvero avviare una reale diversificazione economica contando su quello che è un importante segmento produttivo e, di conseguenza, rendendo ancor più strategica la risorsa “mare”.
E' quanto sostengono CONFAPI Taranto ed il suo Centro Studi nell'ambito delle attività volte a valorizzare un comparto il cui ruolo viene troppo spesso sottovalutato e screditato dal dilagante fenomeno dell'abusivismo. Un fenomeno che non è l'unico a penalizzare la filiera mitilicola. Infatti non si deve dimenticare come in questi anni il settore della produzione di mitili abbia dovuto far fronte ad una serie di crisi, in gran parte dovuta all'inquinamento ambientale e ai cambiamenti climatici che hanno compromesso la regolare attività di chi vive di questo lavoro. Si è trattato di situazioni affrontate in una condizione di emergenza che, però, non può ulteriormente protrarsi: è arrivato il momento che questa condizione venga superata definitivamente grazie a decisioni operative da parte degli Enti preposti. Non si può tacere che ancora oggi manca un “Piano delle Coste”, così come non si ha contezza di approdi autorizzati e di punti di sbarco del prodotto dove sia presente un presidio ASL. CONFAPI Taranto ha più volte richiesto interventi in tal senso, ma al momento non sono giunti i riscontri auspicati.
Come Associazione, che vede iscritti numerosi imprenditori che operano nel settore della mitilicoltura nel pieno rispetto delle norme, è stato già espresso apprezzamento per le operazioni effettuate da Capitaneria di Porto, Polizia e Guardia di Finanza per contrastare il fenomeno dell'abusivismo. Un problema, quest'ultimo, che sta sempre più assumendo contorni preoccupanti se si pensa che la metà della produzione di mitili è abusiva, così come abusiva è gran parte degli impianti di allevamento. A causa di questi presupposti, i mitilicoltori autorizzati sono costretti, proprio a seguito della concorrenza illecita, a vendere all'ingrosso un chilo di prodotto sul mercato locale alla misera cifra di 50 centesimi.
Dopo aver denunciato da tempo agli organi competenti questa situazione (divenuta ormai insostenibile), CONFAPI Taranto ha anche fornito una soluzione per rendere la mitilicoltura un'attività economicamente florida: è stata proposta la creazione di un marchio di qualità certificato per la produzione legale e di un centro di spedizione autonomo con approdi autorizzati. E a tal proposito si segnala che da diversi mesi è stata inoltrata all'Ufficio del Demanio del Comune di Taranto la richiesta di una concessione demaniale a terra per poter realizzare questo progetto che, per la prima volta in città, costituirebbe un grande passo in avanti per l'intero comparto che svolge la propria attività nella più assoluta osservanza delle regole.
CONFAPI Taranto è pronta a dare seguito alla sua proposta, l'auspicio è che anche gli Enti coinvolti facciano la loro parte.