CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Ancora una volta il SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, denuncia l’irresponsabilità e l’inadeguatezza di chi, a Roma, continua a smantellare ciò che i poliziotti penitenziari garantiscono ogni giorno con coraggio, sacrificio e professionalità.
Un impegno che evita che la situazione nelle carceri precipiti del tutto, con conseguenze pesanti non solo per gli istituti penitenziari ma anche per i territori.
Per questo, in più occasioni, il SAPPE ha lanciato appelli a prefetti, autorità politiche e amministrative e alla magistratura, affinché sollecitassero i vertici del Ministero della Giustizia e del DAP. Appelli rimasti inascoltati, perché il carcere continua a essere un argomento “fastidioso” per tutti.
Le carceri così sovraffollate e prive di personale sono una pentola a pressione pronta a esplodere. E in questa estate torrida, con prigioni che raggiungono temperature interne di 50-60 gradi e una molteplicità di eventi critici da gestire (droga, telefonini, aggressioni, evasioni), la situazione diventa sempre più incandescente.
L’ultimo episodio si è verificato ieri, 10 luglio, intorno alle 14.00, a pochi giorni da un altro tentativo di evasione. Un detenuto di origini leccesi, 29 anni, recluso per reati contro il patrimonio con fine pena nel 2028, durante l’ora d’aria è riuscito con agilità a scavalcare il muro dei passeggi e ha tentato di scalare il muro di cinta per darsi alla fuga.
Non aveva però fatto i conti con la prontezza dell’addetto ai passeggi, che ha lanciato immediatamente l’allarme. Alcuni poliziotti sono intervenuti e hanno intercettato il fuggitivo nella zona caldaie, dove – dopo una violenta resistenza – sono riusciti a bloccarlo. Due agenti hanno riportato piccole ferite, poi medicate nell’infermeria dell’istituto.
Il detenuto, riferiscono, sarebbe un soggetto molto violento, già trasferito più volte tra le carceri pugliesi a causa di eventi critici provocati da lui stesso.
Secondo il SAPPE, se il DAP avesse applicato le norme vigenti, molti di questi episodi non si sarebbero verificati. La normativa prevede infatti che detenuti particolarmente violenti, che mettono a rischio la sicurezza dell’istituto o l’incolumità di detenuti e poliziotti, debbano essere immediatamente trasferiti in carceri attrezzate fuori regione e ristretti in sezioni a regime più severo.
Il SAPPE denuncia da tempo la gravissima situazione del carcere di Taranto, che ha superato le 850 presenze a fronte di meno di 400 posti disponibili, raggiungendo un sovraffollamento del 215%. Stupisce leggere valutazioni che parlano di un sovraffollamento al 160%, ignorando che alcune sezioni sono chiuse per ristrutturazione e che i posti effettivi sono scesi sotto quota 400. Una minimizzazione che non aiuta a comprendere la reale portata di un fenomeno angosciante, destinato a peggiorare con il caldo estremo.Il SAPPE chiede un intervento immediato del DAP: trasferire il detenuto protagonista dell’episodio e almeno altri 200 reclusi in regioni meno affollate, oltre a inviare a Taranto almeno 80 poliziotti. In caso contrario, il sindacato annuncia manifestazioni di protesta dure ed eclatanti.
Il SAPPE reitera la richiesta di aiuto alle autorità competenti: in caso di gravi eventi critici, nessuno potrà dire di non sapere cosa sta accadendo nel carcere di Taranto.