CRONACHE TARANTINE
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C’è un’idea che torna, che si affaccia da anni e che oggi sembra finalmente trovare una sua forma: Grottaglie potrebbe aprire davvero, e farlo per restare.
È il pensiero che ha accompagnato la nostra conversazione con Massimo Ferrarese, commissario dei Giochi del Mediterraneo, che con voce ferma, ci ha raccontato nell’intervista. Ferrarese parla di un impegno concreto della Regione, di investimenti che hanno dato nuova vita allo scalo e di voli charter che, durante i Giochi, atterreranno proprio qui, a pochi minuti da Taranto. Una promessa di vicinanza, quasi un ponte tra il mondo e la città.
Ma il commissario non si ferma all’evento. Il suo sguardo va oltre, verso un futuro che immagina luminoso. L’aeroporto “Arlotta”, dalla lunga pista, dice, è ormai un’infrastruttura moderna, pronta a diventare un tassello stabile dello sviluppo turistico ed economico del territorio. In una Puglia dove Bari e Brindisi sfiorano la saturazione, Grottaglie non nasce per togliere, ma per aggiungere: un respiro in più, una possibilità nuova nei momenti di maggiore affluenza.
Ferrarese respinge anche l’idea che lo scalo non sia attrattivo. Per lui è il territorio a parlare, a raccontare la sua energia, la sua crescita. E quando un territorio cresce, inevitabilmente chi vola lo nota. Da qui la convinzione che Grottaglie possa convivere serenamente con gli altri aeroporti pugliesi, diventando una sorta di “terza pista” della Puglia centro-meridionale, un alleato e non un rivale.
Neppure la presenza della Marina Militare rappresenta un ostacolo: le attività civili e quelle militari, spiega, sono già oggi ben distinte, come due binari paralleli che non si sfiorano. Una convivenza possibile, naturale.
Poi c’è un dettaglio che profuma di simbolo: Ferrarese sogna che durante i Giochi lo scalo venga chiamato “Aeroporto del Mediterraneo”. Un nome che non sarebbe solo un’etichetta, ma un’eredità, un modo per ricordare che da qui passa un pezzo di futuro.
La visione del commissario trova eco anche nel sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che vede nello scalo una risposta concreta all’isolamento infrastrutturale della provincia ionica. Per lui i Giochi sono l’occasione per mostrare che Grottaglie è già pronto ad accogliere passeggeri e delegazioni, e che l’avvio dei voli civili deve trasformarsi in un percorso stabile. Bitetti ricorda inoltre che, per completare l’operatività dello scalo, manca ancora il presidio di Polizia: una richiesta già avanzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Intanto, i lavori di adeguamento sono quasi conclusi. Grottaglie si prepara a diventare uno dei cuori logistici dei Giochi del Mediterraneo 2026, pronta ad accogliere i voli charter dei 26 Paesi partecipanti. Un banco di prova, certo. Ma anche una promessa: quella di una nuova stagione per l’intero territorio ionico, che forse, finalmente, sta per decollare.