CRONACHE TARANTINE
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Per la prima volta dopo molto tempo, il problema del Varco 1 della S.S.106 – quello che ogni giorno scandisce l’ingresso e l’uscita di migliaia di persone dalla Raffineria Eni – sembra essere tornato al centro dell’agenda istituzionale.
Una vicenda che i lavoratori definiscono “atavica”, segnata da quindici anni di attese, progetti avviati e poi inspiegabilmente sospesi, rimpalli di competenze e una sicurezza stradale che, nel frattempo, è rimasta appesa alla buona sorte.
Il tavolo convocato dal prefetto su richiesta delle segreterie territoriali e delle Rsu di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec e Ugl chimici ha rimesso ordine in una storia che, sulla carta, avrebbe dovuto essere già chiusa da anni: Anas aveva progettato, finanziato e appaltato la rotatoria necessaria a mettere in sicurezza l’accesso alla raffineria. Oltre due milioni di euro stanziati, un intervento riconosciuto come indispensabile, eppure mai realizzato. Il tratto è rimasto identico, continuando a essere teatro di incidenti e rischi quotidiani.
Attorno al tavolo, oltre ai sindacati, erano presenti il direttore della Raffineria Eni, Michelangelo Di Luozzo, l’ingegnere Nicola Samarelli per Anas, il direttore Arpa Taranto Salvatore Esposito, il capo di Gabinetto della Provincia Giampiero Mancarelli e l’assessore comunale Giovanni Patronelli. Un confronto definito “costruttivo”, con un obiettivo chiaro: ricostruire l’intero iter, individuare le responsabilità dei ritardi e fissare tempi certi per un’opera che non può più essere rimandata.
La mole di traffico che insiste su quel tratto parla da sola: 400 dipendenti Eni, 700 lavoratori dell’indotto, 300 autobotti al giorno, 200 tra personale Asl e Ospedale Testa, e – in vista dei Giochi del Mediterraneo – altri 60 autobus che transiteranno quotidianamente per raggiungere Taranto. Numeri che rendono evidente quanto la sicurezza non possa restare ostaggio di lungaggini burocratiche.
A margine dell’incontro, Francesco Baldacchino, Rsu Filctem Cgil, ha spiegato:
“oggi abbiamo avuto risposta da parte del prefetto alla nostra richiesta di documentazione per risolvere una questione ormai atavica, quella della rotatoria all’uscita della Raffineria. Progetto che, come ci è stato spiegato dal rappresentante di Anas, sembra ormai tramontato per via di intoppi burocratici e la perdita del finanziamento. Ora comunque ci si rincontrerà a breve, martedì 28. Incontro, in funzione del quale è stato chiesto all’Anas di trovare una soluzione temporanea che possa mitigare il rischio, ridurre la velocità e consentire ai lavoratori della raffineria di uscire in sicurezza. Attendiamo, siamo propositivi e speranzosi”.
Il prefetto ha infatti riconvocato il tavolo per martedì 28 luglio, quando Anas presenterà alcune soluzioni tampone per mettere in sicurezza il tratto in attesa dell’intervento strutturale. Un passaggio che i sindacati considerano decisivo: dopo quindici anni, il percorso sembra essersi rimesso in moto. Ora resta da capire se alle parole seguiranno fatti concreti e tempi certi, perché la sicurezza di chi ogni giorno attraversa quel varco non può più essere rimandata.